Tremonti: «Rafforzato il decreto, nessuna intenzione di dimettermi»
ROMA Una manovra «rafforzata per tutto il quadriennio». Così Giulio Tremonti, intervenendo all'assemblea dell'Abi, aveva illustrato le modifiche al decreto legge che sarà approvato definitivamente entro venerdì. Gli emendamenti che portano la firma del relatore Gilberto Pichetto Fratin, diffusi nel tardo pomeriggio al Senato, confermano in pieno questa impostazione: migliorano i saldi di bilancio già negli anni 2011 e 2012, mentre sul piano qualitativo il provvedimento si arricchisce di nuove norme su privatizzazioni e liberalizzazioni (queste ultime in verità rese assai più blande dopo la protesta dei numerosi parlamentari iscritti ad ordini professionali).
Il ministro dell'Economia ha anche ribadito il proprio impegno a seguire il percorso di risanamento che inizia con il decreto, escludendo quindi qualsiasi ipotesi di dimissioni: «Hic manebimus optime» ha detto facendo proprio il latino di Tito Livio.
Così - di fronte alle turbolenze sui mercati ed allo spettro di una fuga dai titoli di Stato italiani - entrano nel testo misure anche più dure di quelle originariamente concepite, sia sul versante fiscale che su quello dei risparmi di spesa. Misure che ora diventeranno legge nel giro di poche ore e che solo futuri imprevedibili cambiamenti di scenario permetteranno eventualmente di rimettere in discussione. Come indicato nei giorni scorsi dalla maggioranza, vengono certo ammorbidite la stretta sul bollo del deposito titoli e quella sulla rivalutazione delle pensioni, limitatamente ai redditi medio-bassi. Ma proprio in materia previdenziale, ad esempio, sono previste novità di un certo impatto. Come l'aumento fino a 3 mesi del periodo di attesa, tra maturazione del diritto e decorrenza effettiva, per coloro che vanno in pensione con 40 anni di anzianità. Un aggiustamento doppiamente efficace per il bilancio dello Stato; perché nell'immediato ritarda l'accesso alla pensione per alcune decine di migliaia di lavoratori, incassando contemporaneamente contributi che non si trasformeranno in maggiori pensioni future, visto che nel sistema retributivo gli interessati hanno già raggiunto il massimo. Viene poi introdotto un contributo di solidarietà del 5-10 per cento per le pensioni superiori a 90 mila euro l'anno, sul modello del prelievo già operato ai dirigenti pubblici. Mentre l'agganciamento dell'età di uscita alla speranza di vita scatterà nel 2013, con un anno di anticipo.
Risulteranno indigeste anche le novità in materia di ticket sanitari. Saranno operativi già dalla prossima settimana quelli sulle visite specialistiche ambulatoriali (10 euro) e sui codici bianchi al pronto soccorso (25 euro). Il governo ha infatti deciso di dare copertura finanziaria solo fino all'entrata in vigore della legge alla norma che anno per anno evitava l'applicazione di questo prelievo. La nuova stretta si aggiunge all'elenco delle questioni già aperte con le Regioni: ieri dopo l'incontro con il governo il presidente dell'Emilia-Romagna Errani ha fatto sapere che con questi tagli il federalismo non è attuabile, e saranno inevitabili riduzioni dei servizi alle famiglie. Mentre Romano Colozzi, assessore al Bilancio della Lombardia e coordinatore dei suoi colleghi, ha fatto notare numeri alla mano come la manovra colpisca in proporzione molto più Regioni ed autonomie locali che lo Stato centrale.
Poi c'è la norma che mette in sicurezza il pareggio di bilancio, specificando fin d'ora che in caso di mancata attuazione della delega fiscale saranno tagliate agevolazioni per 4 miliardi nel 2013 e 20 nel 2014 (più di quanto teoricamente necessario).
Infine privatizzazioni e liberalizzazioni: messaggi simbolici agli osservatori internazionali che però hanno al momento una formulazione un po' vaga. Nel primo caso si rinvia all'avvio di un nuovo programma di cessioni dopo il 2013, nel secondo - dopo la protesta degli Ordini - è stato stabilito che il governo formulerà proposte alle categorie interessate, per arrivare entro otto mesi ad una situazione in cui «ciò che non sarà espressamente regolamentato sarà libero».