Iscriviti OnLine
 

Pescara, 16/06/2026
Visitatore n. 754.994



Data: 14/07/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il nuovo volto della manovra - Le principali novità nel dettaglio: pensioni, bolli titoli, ticket, liberalizzazioni, privatizzazioni, carburanti

PENSIONI
Cambia il sistema di adeguamento delle pensioni all'inflazione, per gli anni 2012-2013. Il nuovo testo stabilisce che la rivalutazione sia drasticamente ridotta per i trattamenti previdenziali superiori a 5 volte il minimo Inps (circa 2.380 euro lordi mensili). Questi soggetti riceveranno l'adeguamento solo per la quota di pensione inferiore a 1.430 euro al mese circa, nella misura del 70 per cento. Sono così sostanzialmente salvi coloro che sono al di sotto dei 2.380 mensili, i quali però solo per la quota oltre i 1.430 euro al mese, in forza di una norma già in vigore prima del decreto, si vedranno riconoscere la rivalutazione al 90 per cento.
Viene anche introdotto un contributo di solidarietà sulle pensioni più alte. In questo caso non si tratta di una minore rivalutazione ma di una decurtazione secca: sarà tagliato il 5 per cento della quota di pensione tra 90.000 e 150.000 euro annui, e il 10 di quella oltre i 150.000. Non sarà toccata la parte di pensione fino a 90.000 euro. Grazie a questo prelievo, che scatta dal primo agosto e vale fino a dicembre 2014, lo Stato risparmierà 24 milioni l'anno.
Dal 2013 tutti requisiti pensionistici, relativi ad età e quote, saranno incrementati di 3 mesi: dunque ad esempio per conseguire il diritto alla pensione di vecchiaia serviranno per gli uomini 65 anni e 3 mesi (cui si aggiungono 12 o 18 mesi di ulteriore attesa). Scatta così con un anno di anticipo rispetto a quanto previsto dalla versione originaria del decreto (e due rispetto alla legge del 2010) il meccanismo che lega i requisiti per la pensione alla crescita dell'aspettativa di vita. I successivi incrementi saranno decisi ex post in base alle rilevazioni demografiche dell'Istat: secondo le stime attuali è previsto per il 2050 un innalzamento cumulato di 3 anni e 10 mesi.
Un'altra novità riguarda coloro che vanno in pensione di anzianità con 40 anni di contributi. Per loro si allungherà di un mese dal 2012, di due nel 2013 e di tre nel 2014 il periodo di attesa per la pensione una volta conseguito il diritto che non viene messo in discussione. Attualmente questo periodo di attesa, la cosiddetta «finestra mobile» è pari a dodici mesi per i lavoratori dipendenti e diciotto per gli autonomi.

BOLLI TITOLI
Il forte aumento dell'imposta di bollo sui depositi titoli, riscossa dalle banche per conto dello Stato, viene attenuato e reso graduale grazie ad una diversa stima della platea interessata. Nella prima versione del decreto si riteneva che i contratti interessati fossero circa dieci milioni, ora con i dati di Abi e Bankitalia la stima è salita a ben ventidue. È possibile quindi rendere il prelievo progressivo mantenendo invariato il gettito. I nuovi importi su base annuale saranno i seguenti. Per i depositi con giacenza fino a 50.000 euro 34,20 euro (invariato). Per quelli tra 50.000 e 150.000 euro 70 euro dal 2011 e 230 dal 2013. Per quelli fino a 500.000 240 euro dal 2011 e 780 dal 2013. Per quelli sopra i 500.000 euro il prelievo sarà di 680 euro dal 2011 e 1.100 dal 2013.
Le banche applicano l'imposta, che tecnicamente parlando è sulla comunicazione relativa al deposito titoli, con periodicità diversa, anche mensile o trimestrale o semestrale. In questi casi tutti gli importi saranno divisi in proporzione rispetto a quello annuale.

TICKET SANITARI
Già dalla prossima settimana scatteranno - almeno sulla carta - i nuovi ticket da 10 euro sulle visite specialistiche e da 25 sui codici bianchi al pronto soccorso che poi non sfociano in un ricovero (esclusi in quest'ultimo caso i minori di 14 anni). Il governo nella versione originaria del decreto aveva previsto di finanziare fino a tutto il 2011 la mancata applicazione di questa norma, che era stata introdotta nel 2007 dall'allora governo di centro-sinistra e poi immediatamente cancellata, ma con copertura finanziaria reperita di anno in anno. Lo stanziamento originario di 486,5 milioni, che avrebbe dovuto sospendere il ticket da giugno a dicembre, è stato tagliato a 105, più o meno l'importo di un mese e mezzo. È prevedibile comunque che la novità non sia immediatamente operativa, per la necessità da parte delle Asl di organizzare i relativi pagamenti. Il decreto prevede inoltre per il 2014 la possibilità di istituire forme di compartecipazione (dunque ticket) anche sull'assistenza farmaceutica, aggiuntivi rispetto a quelli eventualmente già disposti dalle varie Regioni.

LIBERALIZZAZIONI E PRIVATIZZAZIONI
Una spinta alle liberalizzazioni, sulle quali il governo è stato finora molto prudente, è arrivata dopo l'intesa con l'opposizione. La regola è che entro otto mesi saranno determinati i settori dell'economia per i quali si giustifica una riserva di legge come quella dell'iscrizione all'albo per esercitare la professione. Per esempio, nel caso dei medici. Tutto il resto sarà liberalizzato cioè aperto alla concorrenza senza più vincoli di accesso. Se il governo non definirà i settori regolati, afferma l'emendamento presentato in Senato, allora s'intenderà che le liberalizzazioni scatteranno per tutti automaticamente.
La nuova norma riguarderà servizi e professioni ma è stata ammorbidita rispetto alla stesura iniziale. Sarà infatti specificato che non riguarderà quelle professioni protette dall'articolo 33 della Costituzione là dove si prevede un esame di Stato per l'esercizio della professione. Sarebbero dunque salvi avvocati, notai, medici, giornalisti per i quali, ha spiegato il ministro, la modifica non era comunque in discussione.

Si riapre la stagione delle privatizzazioni. «Entro il 31 dicembre del 2013 il ministro dell'Economia, previo parere del comitato di consulenza globale e di garanzia per le privatizzazioni, approva, su conforme deliberazione del Consiglio dei ministri, uno o più programmi per la dismissione di partecipazioni azionarie dello Stato e di enti pubblici non territoriali». Lo stabilisce uno degli emendamenti-chiave alla manovra. Inoltre, cessioni riguarderanno anche aziende di proprietà di Comuni e Regioni. Escluso il settore dell'acqua, sul quale incide il veto imposto dal referendum, gli enti locali saranno stimolati ad aprire ai privati le aziende controllate e che operano in altri settori (per esempio, i trasporti). Se lo faranno godranno di un trattamento privilegiato nel patto di stabilità interno e saranno premiati; altrimenti, manterranno inalterati gli attuali vincoli alla spesa.
Il nuovo programma di dismissioni potrà riguardare società oggi controllate al 100% dal Tesoro, come Fs, Poste e Rai, o da enti pubblici. Difficilmente però riguarderà Eni, Enel e Finmeccanica perché scendere sotto la quota del 30% del capitale oggi detenuto dallo Stato rischierebbe di comprometterne il controllo.

CARBURANTI
Ecco una modifica che non sarà gradita agli automobilisti. Il governo ha infatti deciso di stabilizzare l'aumento di 4 centesimi sulle accise deciso il 28 giugno per finanziare l'emergenza immigrati. L'aumento resta confermato anche per il 2012, a decorrere dal 1° gennaio del nuovo anno, e per gli anni successivi fino al 2015 incluso. Il nuovo prelievo consentirà un beneficio variabile tra 1,786 e 1,735 miliardi a seconda dell'anno di riferimento, al netto delle agevolazioni previste per il settore dell'autotrasporto e degli effetti sulle imposte dirette e sull'Irap.
Con il prezzo della benzina alle stelle, ormai sopra 1,6 euro, e quello del gasolio che ha superato quota 1,5 euro , l'aumento delle accise non giocherà a favore di una discesa dei prezzi. Inoltre, altri aumenti delle accise sono stati già stabiliti per il 2012, 2013 e 2014 dalla precedente manovra triennale per rifinanziare il fondo per lo spettacolo e dare un po' di ossigeno alla cultura. Il carico fiscale sulla benzina è ormai superiore al 54% del prezzo finale al consumatore.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it