L'AQUILA. Litigiosità nella maggioranza, scontri tra Unione e centrodestra e solito finale caratterizzato dalla mancanza del numero legale. Tutto questo però dopo una seduta produttiva con l'approvazione di quasi tutti i provvedimenti: in particolare, il provvedimento che prevede importanti interventi in materia di trasporti e viabilità e le misure urgenti per il funzionamento delle strutture regionali prive di dirigente titolare con la copertura temporanea di 25 posti vacanti a dirigenti in servizio permanente. Fin qui come da copione. Ma la seduta di ieri del Consiglio regionale ha dato segnali di assoluta preoccupazione in merito alla tensione esistente tra i due schieramenti e alla confusione organizzativa, vedi la convocazione di commissioni con la presentazione in Consiglio di provvedimenti non conosciuti dai consiglieri.
Alla fine della seduta subito dopo l'approvazione delle disposizioni in materia di trasporti e viabilità, sulla quale peraltro ci sono dubbi in relazione alla presenza del numero legale, è andato in scena un durissimo diverbio tra il consigliere di An Fabrizio Di Stefano e l'assessore all'Ambiente Franco Caramanico che ha rischiato di degenerare in scontro fisico.
Sul provvedimento la maggioranza si è comunque spaccata: alla votazione non hanno partecipato i due consiglieri di Rifondazione comunista Daniela Santroni (capogruppo) e Angelo Orlando, i consiglieri dei Ds Antonella Bosco e Gianni Melilla e il capogruppo dell'Unione, Maria Rosaria La Morgia che già prima del voto finale avevano abbandonato l'aula facendo mancare il numero legale. Il bersaglio dell'opposizione è stato il presidente del Consiglio regionale, Marino Roselli, accusato di violare continuamente il regolamento. «Stai uccidendo l'assemblea» gli ha urlato il consigliere di Forza Italia Paolo Tancredi «così come viene gestita non ha nessun valore. Tanto vale di non venire più in Consiglio».
Va registrato anche il voto contrario del Coordinatore regionale dell'Italia dei Valori Alfonso Mascitelli sulla legge di modifica alla disciplina per le nomine di competenza della Regione. «Con una disattenzione generale», ha dichiarato Mascitelli al termine dei lavori, «è stata votata in aula una legge ridicola e vergognosa che sancisce una illegale e antigiuridica invadenza di campo dei capigruppo consiliari nelle nomine di responsabilità della Giunta e del Consiglio. Considero questa legge un ulteriore gravissimo tentativo di interferenza».