Ecco il ticket da 10 euro.
Aumentano tutte le visite e gli esami
ROMA. La scure della manovra si abbatte sui cittadini, in particolare su quelli che fanno visite specialistiche e analisi. Ecografie, elettrocardiogrammi ed esami allergologici. Con il superticket da 10 euro in vigore da lunedì 18 luglio, schizzerà il costo degli esami sanitari. La Cgil, che denuncia il «regalo alla sanità privata e il danno al servizio pubblico» ha calcolato quanto l'introduzione del ticket di 10 euro per ogni ricetta per esami e visite specialistiche, oltre a quello sulle prestazioni, faccia lievitare i costi per i cittadini. Anche se naturalmente bisogna tenere conto di alcune fasce di esenzioni, che sono regolate regione per regione. Da lunedì si pagheranno inoltre, sempre secondo una modulazione regionale, 25 euro di ticket per i casi meno gravi di pronto soccorso (codici bianchi).
Si va da una ecografia addominale inferiore del costo di 32,05 euro che, con il super ticket sulla ricetta, schizza a 42,05, Un'ecografia alla mammella passa da 35,90 a 45,90, un elettrocardiogramma cresce da 11,65 a 21,65, una radiografia al torace da 15,50 a 25,50, l'esame allergologico strumentale vola a 16, 04 e l'emocoltura a 36,45.
«Con i superticket - commentano i sindacalisti della Cgil Vera Lamonica e Stefano Cecconi - che si sommano ai tagli pesantissimi, pari a 8 miliardi in due anni inseriti nella manovra, saranno i cittadini più deboli a pagare ancora una volta i costi della crisi. Così sempre più persone saranno spinte verso la sanità privata a pagamento».
Si andrà a riposo più tardi Contributo da quelle d'oro
ROMA. Si andrà in pensione più tardi, anche con 40 anni di contributi. E' la novità più importante della manovra sul trattamento pensionistico. Dal 2012 si dovrà aspettare un mese in più, due nel 2013 e tre dal 2014. Non cambia niente per chi matura i 40 anni entro il 31 dicembre di quest'anno. La norma dovrebbe riguardare circa 68mila lavoratori privati, 11mila pubblici e circa 34.500 autonomi. I tecnici hanno anche calcolato l'ammontare dei risparmi: 201 milioni nel 2013, 433 milioni nel 2014, 710 milioni nel 2015 e 790 nel 2016.
C'è poi una tassa aggiuntiva una tantum sulle cosiddette pensioni d'oro, chiamata "contributo di solidarietà". Riguarda le pensioni sopra i 90mila euro annui. Il contributo è del 5 per cento per la parte eccedente i 90 fino a 150mila euro. Diventa del 10 per cento per la parte che supera i 150mila euro annui. Nel testo della manovra si precisa che il calcolo del reddito percepito viene considerato anche un eventuale contributo di forme pensionistiche integrative. Insomma chi si è creato una pensioncina aggiuntiva, magari pagando per anni ratei da far fruttare in vecchiaia, avrà la sgradita sorpresa di vedersi prelevare il "contributo".
La relazione tecnica non fornisce grandi cifre sulla spremitura delle pensioni d'oro. Dovrebbe fruttare 18 milioni di euro quest'anno, 44 milioni nel 2012 e negli anni successivi. Inoltre si anticipa al primo gennaio 2013 l'aggancio delle pensioni all'aspettativa di vita. Dal 2013 incremento di tre mesi.
Aumenta l'imposta di bollo Fino a 1.100 euro dal 2013
ROMA. Viene inasprito, o meglio rimodulato, come amano dire i tecnici del governo, l'aumento dell'imposta di bollo sui conti deposito titoli (Bot, Btp e titoli di Stato in generale, azioni borsistiche, obbligazioni e prodotti finanziari affini). L'imposta con periodicità annuale per importi sotto i 50mila euro resterà di 34,2 euro, e questa è una buona notizia per la gran parte dei piccoli risparmiatori. Sopra questa soglia si comincia a pagare salto. Per importi pari o superiori a 50mila euro e inferiori a 150mila euro sarà di 70 euro subito e di 230 euro dal 2013; per importi pari o superiori a 150mila euro e inferiori a 500mila euro sarà di 240 euro e 780 euro dal 2013; per importi pari o superiori a 500mila euro sarà di 680 euro e 1.100 euro dal 2013. Tutte queste cifre vanno naturalmente dimezzate se la comunicazione dell'estratto conto è semestrale, e ridotte ad un dodicesimo se la comunicazione è mensile e così via.
E c'è una stangata non da poco anche per manager e dirigenti. Aumenta infatti la base imponibile su bonus e stock option sottoposte ad aliquota addizionale del 10%. Lo prevede uno degli emendamenti alla manovra approvata ieri dal Senato, presentati dal relatore della maggioranza.
L'aliquota addizionale del 10% su bonus e stock option che ora si applica per la quota che eccede il triplo della parte fissa della retribuzione, per effetto della modifica si applicherà per la parte eccedente l'importo corrispondente alla parte fissa della retribuzione.
Previdenza: meno tagli su indicizzazioni Fino a 1.428 euro ridotte del 30%
ROMA. C'è una buona notizia sul fronte congelamento delle indicizzazioni delle pensioni medio-alte. Il taglio del 55 per cento per quelle da 1.428 euro in su è stato ridotto al 30 per cento, dopo le pressioni di sindacati e opposizioni.
Lo stop alla rivalutazione vale per la quota che eccede cinque volte il minimo (cioè 2.348 euro) mentre viene applicata un'indicizzazione parziale al 70% per la quota fino a tre volte il minimo (appunto i 1.428) euro.
I risparmi sono consistenti dovrebbero essere costistenti: 420 milioni di euro nel 2012, 680 nel 2013 e altrettanti l'anno seguente. Secondo la relazione tecnica, è del 22,3 per cento la quota percentuale del monte pensioni relativo a trattamenti pensionistici complessivamente superiori a cinque volte il trattamento minimo.
Resta però la misura che adegua l'ingresso in pensione alle aspettative di vita. Ed è un adeguamento stringente. Intanto scatta dal primo gennaio 2013 e non 2014. In sostanza si dovrebbe andare in pensione tre mesi più tardi a partire dal 2013, mentre per gli adeguamenti che verranno si prevedono altri quattro mesi in più dal 2016 e così via (la misura è di 4 mesi ogni tre anni) fino all'anno 2030. Da lì al 2050 tre mesi in più ogni tre anni.
Arrivando alla sostanza questo meccanismo di adeguamento all'aspettativa di vita significa che nel 2050 si andrà in pensione tre anni e dieci mesi più tardi rispetto ad ora.
Regioni e Comuni: dimezzato tutto il finanziamento
ROMA. La mannaia si abbatte su Regioni ed Enti locali. Il testo approvato in Senato conferma il taglio dei trasferimenti per 9,6 miliardi di euro nel 2013 e nel 2014. Secondo i calcoli dei governatori, il peso maggiore dei tagli ricade sulle regioni.
La sforbiciata è di 9,140 miliardi su un totale di 18,754, pari al 48,7% del riequilibrio dei conti. Complessivamente, il concorso delle autonomie locali ammonta a 21,6 miliardi di euro (di cui 7,2 nella sanità) tra il 2011 e il 2014. Una «partecipazione» così impegnativa da mettere a rischio i servizi e far prevedere aumenti di tasse e tariffe. Viene eliminato il taglio al fondo di riequilibrio del federalismo fiscale, un provvedimento che preoccupava l'Anci. Ma per mantenerlo in vita, il governo riduce di 2,1 miliardi nel 2013 e 2014 la dote per rimborsi e compensazioni fiscali.
Cambiano, inoltre, ai fini dell'applicazione del patto di stabilità interno, i parametri di virtuosità: viene introdotto un coefficiente di correzione legato al miglioramento raggiunto dalle amministrazioni e incentivi ai comuni che privatizzano. Per razionalizzare la spesa, i Comuni sotto i 5 mila abitanti (5700 in Italia) entro il 2013 dovranno associarsi per sei funzioni fondamentali. Fissato inoltre al 40% il tetto per le spese del personale.