ROMA. Dai vertici di Confindustria alla Cgil, fino a Regioni e Comuni, categorie di lavoratori (Sanità, Sicurezza, etc...), la bocciatura della manovra è trasversale e netta. La Cgil calcola le conseguenze sui lavoratori. Il taglio delle agevolazioni fiscali «comporterà per le famiglie di lavoratori dipendenti e pensionati una perdita di reddito dai 1.200 ai 1.800 euro all'anno: «Questo governo che aveva fatto del taglio delle tasse il suo cavallo di battaglia, aumenta ora proprio quelle dei lavoratori». Nelle simulazioni la Cgil parla di effetti «devastanti». E un salasso economico arriverà per i più deboli - aggiunge - anche dai ticket sugli esami.
Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, parla di una manovra «sotto forma di aumento di tasse. E manca tutto quello che riguarda i costi della politica». Marcegaglia critica l'occhio di riguardo del governo verso le libere professioni: «Purtroppo abbiamo un Parlamento pieno di avvocati e notai...» ha aggiunto. Servivano liberalizzazioni, e soprattutto «è inaccettabile che sui costi della politica è stato deciso di fare niente».
Comuni e Regioni si organizzano per far arrivare con maggiore forza la protesta a Roma. Al Nord un fronte dei sindaci del centrosinistra con Pisapia e Fassino capofila, chiede «proposte innovative rispetto al Patto di Stabilità per contribuire al rilancio del Paese in modo meno traumatico, perché - dicono - la linea attuale ha messo in ginocchio gli enti locali». L'Anci (Associazione Comuni) denuncia: «Saremo costretti a spiegare ai cittadini che dobbiamo aumentare le tasse. Con questi provvedimenti il federalismo è sparito». E Alessandro Cosimi, sindaco di Livorno e coordinatore Anci regionali: «Non viene neanche preso in considerazione il fatto che siamo gli unici a migliorare, da anni, il saldo complessivo del comparto, e quindi del bilancio dello Stato». E il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, invita nuovamente il Governo a «dire con chiarezza quali sono le ricadute pesanti su servizi fondamentali, come sanità, trasporto pubblico locale, politiche per le imprese. La manovra pesa per il 50% sui bilanci delle Regioni».
Intanto davanti alla Camera oggi scendono in piazza i sindacati di polizia per «denunciare il totale disinteresse del Governo verso la sicurezza». La Confcommercio parla di rilancio impossibile dell'economia con l'aumento delle tasse. In stato di agitazione i medici: convocati gli stati generali «in difesa della sanità pubblica» il 21 luglio a Roma.