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Data: 15/07/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Cgil: persi 500 posti di lavoro. Appello a Regione e Provincia. D'Addario: servono interventi, Bussi è senza un piano industriale

Critiche dei sindacati, il commissario Goio: un progetto della Solvay

BUSSI SUL TIRINO. Quattrocento lavoratori di Solvay e Medavox che hanno perso il posto di lavoro, altri 130, fra dipendenti delle fabbriche e delle aziende dell'indotto, sotto ammortizzatori sociali con proroga probabile fino a dicembre di quest'anno.
E un sito industriale in attesa di essere bonificato per poter accogliere nuovi investitori: è questa la vertenza Bussi, che secondo il segretario provinciale della Filctem-Cgil Giovanni D'Addario è ancora al palo. Un stallo, causa di degrado sociale e di gravi conseguenze per il mondo del lavoro e dell'occupazione.
D'Addario nella sua analisi delle motivazioni che hanno portato a questa condizione chiama in causa la politica, la stessa industria chimica Solvay e il commissario del bacino Aterno Pescara Adriano Goio.
«La riconversione del sito industriale», afferma D'Addario, «può avvenire dopo la sua bonifica, per la quale il commissario Goio deve elaborare il relativo progetto, che invece tarda a essere presentato. Per questo lavoro, ci sono a disposizione ben 50 milioni di euro liberalizzati dal decreto Mille Proroghe».
Dal canto suo, però, Goio afferma di aver già avviato entro il 30 giugno scorso, come impone il decreto, le procedure per la fase progettuale, avendo avuto confronti con molte delle parti interessate: ministero, Solvay, consulenti.
Goio riferisce altresì che la Solvay, avendone titolo, ha elaborato un possibile progetto di bonifica e lo ha consegnato già al ministero.
Progetto che in ogni caso dovrà essere visionato e accolto dallo stesso Goio. Per D'Addario, che guarda alla vita dei lavoratori in difficoltà con il ménage giornaliero, queste procedure sembrano tanto farraginose quanto elusive di un progetto che invece dovrebbe coinvolgere organicamente tutti gli enti per sbloccare una situazione che sta per diventare esplosiva.
D'Addario non esclude che il suo sindacato su questo punto possa mobilitarsi presto in maniera eclatante. «Oggi», afferma, «Solvay per prima e le istituzioni poi, Provincia e Regione, fanno finta che questa vertenza non li riguardi. E' un problema solo dei lavoratori che hanno perso il posto di lavoro. Invece, noi diciamo no. La Solvay e le istituzioni sovracomunali devono invertire questa emergenza, la Solvay deve essere chiara, sul suo futuro nel polo chimico di Bussi. Dire se rimanere o no, se rendere le aree disponibili per futuri investimenti o no e finirla con questa latitanza irriguardevole nei confronti di un territorio che ha dato tanto e che in cambio ha ricevuto solo perdite di posti di lavoro».
A Provincia e Regione D'Addario chiede di essere più «attive e presenti per il futuro del sito di Bussi. Non risolve», afferma ancora il segretario provinciale della Filctem-Cgil, «limitarsi solo alla proroga degli ammortizzatori sociali, ma è urgente intavolare un confronto con le parti sociali e Confindustria, verso soluzioni concrete. Noi della Filctem Cgil crediamo sia necessario mettere a disposizione risorse economiche per la riqualificazione e diversificazione professionale dei lavoratori di Bussi, necessarie per essere reimpiegati in altro tipo di aziende di cui da più parti si sono date assicurazioni di futuri insediamenti a Bussi».

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