«Un'ecatombe. L'ennesimo fallimento della gestione commissariale». È il commento del segretario provinciale della Cgil Umberto Trasatti, insieme al collega della Filcams Cgil Emilio Speca, per evidenziare l'aumento delle ore di cassa integrazione in provincia e soprattutto il rischio serio della perdita di 30 posti di lavoro alla Standa Billa. «Questo - ha motivato Trasatti - è l'altra faccia della ricostruzione che non c'è: quella dell'economia e del lavoro. Non possiamo pensare solo alla ricostruzione delle case». Mentre nel primo semestre di quest'anno in Abruzzo si è registrato un piccolo calo delle ore dedicate agli ammortizzatori sociali (meno 5,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno), nel territorio aquilano è incrementata del 16,3%. «Il paradosso - ha proseguito Trasatti - che è cresciuta la cassa integrazione ordinaria nel settore dell'edilizia, più 16,7%, da 293.550 a 342.580 ore. E a pensare che si diceva che l'edilizia era molto importante per questa provincia». Altro dato negativo è riservato alla cassa integrazione straordinaria: da 688.919 a 1.095.564 ore, con una variazione di più 59%. Sul fronte della Standa Billa, la Cgil è «pronta a una dura battaglia se non fossero rispettati gli accordi, per fare spazio all'egoismo personale. Per la ricostruzione della città anche i cittadini devono fare la loro parte». Il rischio serio è che «ci sia una speculazione che noi non permetteremo in quanto le 30 maestranze devono tornare nel supermercato del centro storico». Trasatti e Speca hanno ricordato che il sindaco Massimo Cialente e l'assessore comunale Marco Fanfani hanno rispettato gli impegni presi riaprendo via Sant'Agostino, per lo scarico merci, e rimovendo altri ostacoli, ma le saracinesce della Standa Billa sono ancora chiuse. «La querelle - ha affermato la Cgil - è tutta tra la Standa e la proprietà dei locali; quest'ultimo non sta rispettando gli accordi presi lo scorso 26 maggio. I lavoratori sono in cassa integrazione per crisi fino a dicembre a causa di problemi logistici che hanno impedito di utilizzare un diverso ammortizzatore sociale. Con un piccolo restauro il lavoro può riprendere, visto che la Standa Billa ha un contratto di locazione fino al 2015».