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Data: 15/07/2011
Testata giornalistica: Il Centro
P4, soffiata a Mediolanum. L'azienda era informata dei controlli della Finanza

Inchiesta a Milano per violazione di segreti d'ufficio dopo le ammissioni di Milanese

MILANO. Solo due punti fermi. Un'indagine sulle dichiarazioni dei redditi di Banca Mediolanum tra il 2005 e il 2007 e un'altra per violazione del segreto d'ufficio. Entrambe aperte dalla Procura di Milano ed entrambe apparentemente legate a doppio filo a quella napoletana sulla P4. Quando i finanzieri del nucleo di Polizia Tributaria a primavera hanno iniziato la verifica fiscale, indagini di routine per i grandi gruppi che però vengono decise mesi prima, trovano una e-mail di un manager che riceveva una soffiata sull'imminente visita delle Fiamme Gialle. Ed è così che il responsabile del nucleo delle Fiamme Gialle Vincenzo Tomei scrive una informativa sulla vicenda. L'inchiesta fiscale, diretta da Carlo Nocerino, prosegue ma l'altro fascicolo in qualche modo giace fino a quando due giorni fa arriva su un altro tavolo, quello del procuratore aggiunto Alfredo Robledo. Questo probabilmente perché, e si può parlare solo di ipotesi considerato il riserbo della Procura di Milano, nel frattempo a Napoli il deputato Pdl Marco Milanese, braccio destro del ministro dell'Economia, parla di questa soffiata come una possibile notizia fatta arrivare al gruppo di Ennio Doris dal capo di Stato maggiore della Finanza, Michele Adinolfi, indagato dagli inquirenti napoletani.
Ma non solo. La storia si arricchisce di un altro particolare. E' Milanese a dire agli inquirenti: «Vi dico che il generale Spaziante potrebbe riferirvi particolari su alcune informazioni che l'Adinolfi avrebbe passato agli interessati in occasione di una verifica fatta dalla GdF a una importante società». E Spaziante spiega: «È possibile che io abbia raccontato all'onorevole Milanese che c'è una "voce" diffusa all'interno del Nucleo di Polizia Tributaria di Milano secondo la quale durante una verifica - credo a Mediolanum - i sottufficiali operanti abbiano trovato un appunto o comunque un documento dal quale sembrerebbe che Mediolanum stessa era stata preavvertita della verifica in oggetto. Il Colonnello Tomei, Comandante del Nucleo di Polizia tributaria di Milano, potrà essere più preciso». Tomei aveva già largamente riferito e ovviamente non può che confermare. Il fascicolo di Milano per rivelazione di segreto d'ufficio per ora è contro ignoti e contiene solo i verbali della verifica fiscale che porta a contestare imposte non pagate, Irap e Ires, per circa 170 milioni di euro. Oltre a un'evasione dell'Iva per circa 60 milioni di euro.

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