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Data: 15/07/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Scoperto razzo sui binari della ferrovia Roma-Napoli. La polizia: «Gesto dimostrativo collegato con la Tav»

FROSINONE - Prima l'individuazione, poi la decisione di intervenire in tempi rapidi. Bisognava recuperare presto quel missile da guerra per evitare che qualcuno potesse utilizzarlo. Un ritrovamento inquietante in Ciociaria che ha fatto scattare l'allarme.
Un razzo terra-aria, di recente fabbricazione italiana, è stato scoperto a due passi dal cavalcavia della linea Tav Roma-Napoli. Era nascosto tra rovi e buste di plastica, a quindici metri dal tratto ferroviario dove sfrecciano 64 convogli al giorno. La polizia sta indagando in tutte le direzioni, ma preferisce non parlare di attentato sventato. Gli investigatori, al momento, escludono la pista della matrice terroristica internazionale e nazionale. Tendono a privilegiare, invece, quella legata alla criminalità organizzata. Ma gli interrogativi restano. A cosa serviva quel razzo? Chi lo ha piazzato in quel campo? Come è stato possibile reperire un vettore in dotazione esclusiva alle forze armate? Domande su cui sono concentrati gli sforzi di Digos e Squadra Mobile, coordinate dai vicequestori Cristiano Bertolotti e Carlo Bianchi. La scoperta è stata fatta l'altro pomeriggio dalla Digos della Questura di Frosinone in località Radegna, tra Ceccano e Castro dei Volsci, dopo un'attività d'intelligence che aveva portato a effettuare controlli per prevenire sabotaggi o danneggiamenti. Poi la rimozione immediata. La Procura di Frosinone ha aperto un'inchiesta, seguita da tre magistrati, il procuratore Giuseppe De Falco e i Pm Adolfo Coletta e Vittorio Misiti. «Si tratta di un ritrovamento anomalo, su cui stiamo svolgendo accurate indagini che, per ora, ci fanno propendere per piste diverse da quelle che, invece, potrebbero ricondurre al coinvolgimento di associazioni eversive o collegate al terrorismo. Non è affatto casuale che il missile si trovasse vicino ai piloni del viadotto dell'alta velocità, molto probabilmente ci sono collegamenti con la Tav. Al momento, però, è presto per dire quale fosse l'intenzione» spiega il questore Giuseppe De Matteis.
Il razzo trovato in Ciociaria è un Rocket Hornet, privo di testata esplosiva, con una finta spoletta. Ma poteva essere lanciato, poiché era carico di miscela propellente. Poteva, dunque, essere azionato. Un tipo di missile che è possibile sganciare dal dispositivo di un elicottero militare oppure da un lanciarazzi a spalla. Lungo un metro e dieci centimetri, pesa 3 chili, un calibro 81 millimetri. «Così com'è non sarebbe potuto esplodere autonomamente, ma avrebbe potuto causare conseguenze comunque gravi nelle vicinanze per via del propellente», continua il questore. Ma in caso di impatto con un obiettivo carico di esplosivo, allora avrebbe innescato una potente deflagrazione. La polizia ha percorso palmo a palmo centinaia di metri della Tav alla ricerca di indizi, ma senza ulteriori rinvenimenti. Il Questore ha anche escluso che il congegno fosse collegato a una scatola con dei fili. L'area e il missile sono stati messi in sicurezza. Per risalire a chi abbia piazzato quel razzo, gli investigatori seguono la pista della criminalità organizzata. Senza escludere un gesto dimostrativo o un avvertimento a distanza. Ma sono in corso accertamenti approfonditi, anche sull'ipotesi di un'eventuale azione al passaggio di uno dei convogli. «Un razzo sparato contro un treno del genere, anche senza esplosivo nella testata, può provocarne il deragliamento - dice l'esperto militare Edoardo Mori -. Basta colpire le ruote o la motrice».

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