Sanità «Basta con le taglie su chi ha problemi di salute»: insorge il consigliere regionale Saia
PESCARA Sui malati abruzzesi sta per calare una nuova mannaia. Complici la manovra economica del governo e i nuovi tagli annunciati dalla Giunta regionale. A lanciare l'allarme è il consigliere regionale dei Comunisti italiani, Antonio Saia. «Non bastavano l'addizionale Irpef più alta d'Italia e l'addizionale di 2,5 centesimi per ogni litro di carburante imposta da Chiodi agli abruzzesi - afferma Saia -. Non bastava nemmeno l'inasprimento dei ticket sui farmaci e sulle prestazioni riabilitative voluto dalla Regione in aggiunta ai ticket introdotti dal governo. Non bastavano neanche i tagli agli ospedali e ai poliambulatori distrettuali pubblici, che costringono gli abruzzesi a sborsare ingenti somme per ottenere esami diagnostici necessari e urgenti, per evitare liste di attesa incredibili (di mesi e talvolta anche di oltre un anno!). Non bastava aver tagliato i "viveri" ai nefropatici e i contributi ai tanti pazienti e ai malati di tumore. Oggi - prosegue il rappresentante dei Comunisti italiani - dobbiamo apprendere la notizia di una nuova doppia mannaia sulla salute dei malati abruzzesi. Il governo nazionale, con la manovra economica ormai in dirittura di arrivo, reintroduce nuovi ticket sulle prestazioni, in aggiunta a quelli già esistenti: 10 euro di quota fissa per ogni prestazione diagnostica, che quindi passa da un tetto massimo di 36 euro a uno di 46 euro per ogni impegnativa e introduce un ticket di 25 euro anche sulle prestazioni di Pronto Soccorso con il cosiddetto "codice bianco"». A questa ennesima «tagliola sui malati», come la definisce Saia, bisogna poi aggiungere altri tagli in programma a livello regionale. «Il presidente Chiodi come al solito rincara la dose nel suo bunker di commissario plenipotenziario della sanità abruzzese - commenta Saia - e annunzia nuovi tagli del personale già scarso (- 400 unità) e l'introduzione di un quota di partecipazione alla spesa del 40% nel 2011 e del 50% nel 2012». Questo nuovo annuncio, a detta dei Comunisti italiani, allarga ancora di più in Abruzzo la forbice «tra i pochi che possono permettersi cure adeguate e i tanti malati che non possono: a loro resta solo la rassegnazione».