Il decreto non è stato inserito nella manovra economica approvata dal governo L'attesa si sposta ora alla ripresa dell'attività parlamentare dopo le ferie estive
Niente pedaggio sull'asse attrezzato nella manovra approvata ieri dal Governo. Ma la notizia è positiva solo in apparenza perché, come spiega il senatore del Pd Giovanni Legnini «in questo frangente sono stati inseriti provvedimenti macroeconomici, per quelli meno consistenti, anche se di vitale importanza per le comunità locali, bisognerà attendere settembre, alla ripresa dell'attività parlamentare». Legnini è stato, fra i parlamentari abruzzesi, quello più alacre nella battaglia anti-pedaggio con tre emendamenti presentati e un quarto che aveva pronto per questa fase, ma non inserito proprio perché il Decreto non è stato inserito nella manovra governativa. Per il senatore teatino, la chiave di volta si chiama sempre "declassamento" da raccordo autotradale a strada a scorrimento veloce «che è poi la vera natura dell'asse attrezzato - sottolinea - e che stiamo cercando di far capire fino in fondo al Governo, tanto è lampante la differenza fra l'asse attrezzato e i veri raccordi autostradali». Detto questo, Legnini non riesce a vedere il bicchiere mezzo pieno della situazione: «Sempre contento di essere smentito, - aggiunge - ma non è serio illudere i cittadini dell'area metroplitana Chieti-Pescara. Certo, il fatto che il Decreto sul pedaggiamento sia stato rimandato a data da destinarsi è comunque un punto a nostro favore. Avere un paio di mesi di tempo ci dà fiducia per continuare la battaglia e incanalare la discussione nella maniera più corretta. A settembre potrebbero cambiare alcune cose e i comitati anti-pedaggio potrebbero trovare nuova linfa per far valere le proprie ragioni». Il rinvio della discussione del Decreto fa tirare un sospiro di sollievo alle 15 realtà produttive e istituzionali che hanno formato il comitato, guidato dalla Cna. Ma per associazioni di categoria, sindacati, Province e Camere di Commercio di Chieti e Pescara, la "non-sentenza" di ieri è solo una tregua armata. Tutti i soggetti sono pronti ad alzare le barricate non solo in senso metaforico per evitare che quello che è considerato un balzello iniquo penalizzi ulteriormente un territorio già fiaccato da una profonda crisi economica. Con la carta in più che il presidente della Provincia di Pescara Guerino Testa vuole giocare insieme al sindaco di Roma Gianni Alemanno