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Data: 16/07/2011
Testata giornalistica: La Repubblica
Il precario Atac ad Alemanno «Io mandato via per parentopoli»

Stefano Virgili, 31 anni, protesta in Campidoglio e scrive al sindaco: "Licenziato dopo 4 anni senza una spiegazione, ma non voglio essere il capro espiatorio della cattiva gestione dell'azienda. E sono pronto anche a iniziative clamorose"

"Mandato via dall'azienda" dopo 4 anni di servizio, "senza una spiegazione, senza aver mai avuto un problema disciplinare" e, paradosso, "dopo aver addirittura fatto formazione alle persone assunte con 'parentopoli'" che, invece, "stanno tutte ai loro posti". Stefano Virgili, 31 anni, è ormai un ex impiegato amministrativo Atac, in servizio nella rimessa di Grottarossa.

A niente sono servite due lettere inviate al sindaco Alemanno, una dallo stesso Virgili, un'altra dal padre preoccupato per il figlio. "A niente è servita la protesta inscenata ieri in Campidoglio", afferma Virgili, dove è rimasto alcune ore con un cartello che sollecitava il sindaco a intervenire.

Nemmeno l'iniziativa di oggi, davanti alla sede Uil di via Lucullo, sembra aver smosso le acque. "Ma io non lascerò passare la cosa così", prosegue il giovane, "Sono pronto anche a iniziative clamorose. Perché devo essere io il capro espiatorio di 'parentopoli'?". "Sono entrato nel 2008 come stagista a rimborso spese a 350 euro al mese, poi ho avuto due contratti a termine di un anno, l'ultimo dei quali è scaduto il 30 giugno, quando l'azienda mi ha dato il benservito senza una parola".

Nessuna risposta finora alle lettere scritte al sindaco. "Ho svolto il mio lavoro con entusiasmo, nel rispetto delle regole aziendali, contento e orgoglioso di quello che facevo", si legge nella lettera ad Alemanno. "Una volta terminato il precariato speravo di essere confermato sentendo parlare delle centinaia di assunzioni che venivano effettuate e mai mi sarei aspettato il licenziamento". La causa, per l'ex dipendente Atac, sarebbe l'effetto 'parentopoli'.

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