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Data: 16/07/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Una stangata da mille euro a famiglia. Costerà caro il provvedimento che taglia gli sconti per sanità, mutui e figli a carico

ROMA. Ora che la manovra - incassata fiducia e voto favorevole della Camera dopo quello del Senato - è diventata legge, l'impatto sul Paese è spiegato dai numeri che la compongono: vale a dire dai 52 miliardi di tasse e dai 41,6 miliardi di tagli. Per essere una manovra «che è andata di lusso», parola di Berlusconi, avrà sicuramente un forte impatto. La correzione dei conti mette, infatti, «le mani in tasca agli italiani» perchè è affidata al ridimensionamento del welfare che colpirà le famiglie a reddito fisso. In particolare col taglio delle agevolazioni e i ticket della sanità (che Emilia-Romagna e Toscana, ad esempio, hanno deciso di congelare). Il provvedimento sulla manovra attua una correzione complessiva di 80 miliardi nel quadriennio 2011-2014, di cui ben 48 nell'ultimo anno. Cifre nettamente superiori, ha ammesso Giancarlo Giorgetti, presidente leghista della commissione Bilancio della Camera, a quelle indicate nel recentissimo Documento di economia e finanza.
La stangata sul ceto medio e il lavoro dipendente inciderà, con la riduzione delle agevolazioni che scatterà tra due anni secondo alcuni calcoli, per circa mille euro a famiglia. Il governo e la maggioranza, varando la manovra hanno ribaltato il meccanismo degli sconti (483 quelli finora esistenti) che complessivamente valgono 161 miliardi. Scatterà prima il taglio delle agevolazioni fiscali e assistenziali del 5% per il 2013 e del 20% dal 2104 che non sarà applicato se entro il giugno 2013 sarà adottata la delega fiscale e assistenziale. Il taglio riguarderà in modo «indiscriminato» tutte le 483 agevolazioni per acquisire un gettito di 20 miliardi nel 2014. Fatti i calcoli una famiglia media - contribuente con coniuge e figlio a carico e mutuo da pagare - subirà una stangata di mille euro. Perdendo le agevolazioni, infatti, significherà per ciascun contribuente un inasprimento della pressione fiscale: in pratica più tasse per tutti con un aumento di circa l'1% della pressione fiscale generale già a livelli record.
Vanno messe in elenco dunque maggiori spese per la sanità, l'istruzione dei figli, gli asili. Spese comunque essenziali come conferma la qualità della spesa settoriale che contribuisce a formare il tesoretto da 161,2 miliardi che rappresenta il valore degli sconti fiscali: 21,5 di quei miliardi rientrano nell'ambito di famiglia e sanità.
Nel dettaglio la sforbiciata è poittosto pesante. Ad esempio la deduzione della rendita catastale della prima casa fa risparmiare al contribuente 126,8 euro mentre entro il 2014 supererà a stento i 100. Gli interessi del mutuo passeranno da 328 euro all'anno a 264. Altro pesante intervento è quello relativo alle detrazioni per i figli e coniuge a carico: il taglio del 20% le farà scendere da 829 a 665 euro. L'attuale 19% di agevolazioni sulle spese mediche scenderà al 15%. Così come lo sconto sulle ristrutturazioni edilizie calerà dal 36% al 24%. Le maggiori detrazioni che riguardavano 38,3 milioni di italiani, vale a dire gli sconti fiscali sui redditi da lavoro dipendente e pensione, scenderanno a regime del 20% partendo da un dato medio di 1332 euro pro capite. Ridimensionate anche le micro detrazioni, da quelle delle società sportive dilettantistiche a quelle del settore tessile fino alle agevolazioni per i tassisti.
Secondo una stima della Cgia di Mestre la manovra «colpirà in particolar modo il Nord». Sommando ticket sulle visite mediche specialistiche, taglio delle agevolazioni fiscali sull'Irpef e mancata rivalutazione delle pensioni sopra i 2337 euro mensili il peso sarà di 282 euro di media pro capite, mentre nel Sud sarà di 226,6 euro. Pagheranno di più i contribuenti del Trentino Alto Adige (300,7 euro per abitante), del Friuli Venezia Giulia (296,7), della Liguria (293,39 ed Emilia-Romagna (292).

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