«La proroga per la restituzione delle tasse? Facciamo una cosa per volta». Gianni Letta allarga le braccia e smorza così, con una risposta fugace regalata nei corridoi di palazzo Silone, la polemica sollevata dal Pd sul mancato inserimento, nella manovra Tremonti, di misure per evitare che dal primo novembre gli aquilani comincino a restituire le tasse non versate dopo il sisma. Poche parole, ma chiare: fino al 30 ottobre c'è tempo per esaminare la situazione e concedere un'altra proroga. Anche perché, se le cose non cambieranno, occorrerà restituire in due mesi, novembre e dicembre, dodici della sessanta rate previste.
Alla dichiarazione di Letta (che di solito non risponde alle domande dei cronisti) ha fatto subito eco Gianni Chiodi: «Non erano questi nè il momento nè il provvedimento opportuni». Il presidente della Provincia Antonio Del Corvo ha chiarito meglio: «È previsto l'inserimento di una norma in un prossimo decreto legge. Non era scritto da nessuna parte che fosse questo il provvedimento giusto per farlo, nè tantomeno l'opposizione ha presentato emendamenti in tal senso».
Il Pd aveva tuonato anche sulla mancata proroga degli adempimenti fiscali. Chiodi ieri ha annunciato che «è in preparazione un decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri che sposterà la scadenza del termine per la presentazione della dichiarazione di redditi relativa all'anno 2010 al 31 marzo 2012. In questo modo la scadenza per la dichiarazione 2010 sarà successiva a quella per le annualità 2008 e 2009 prevista invece per il 31 dicembre 2011. Si tratta di una notizia molto positiva, in netto contrasto con il quadro delineato da qualcuno (il Pd; ndr) che aveva lamentato l'assenza di provvedimenti in materia nella manovra in corso di approvazione. Ogni tanto ci si dovrebbe informare meglio sugli strumenti a disposizione più adeguati per affrontare i diversi problemi».
Appena atterrato in elicottero alla Guardia di Finanza, Letta si è infilato in una Lancia Thesis insieme al prefetto Giovanna Maria Iurato e ha raggiunto palazzo Silone in perfetto orario, alle 11. Al sesto piano, nell'ufficio di Chiodi, è andato in scena un breve vertice durato poco meno di mezz'ora. Il sottosegretario ha ribadito con forza un concetto già espresso nell'ultima sua sortita in città, quella all'Ance per la presentazione del salone della ricostruzione: bisogna accelerare i lavori per permettere alla Prefettura di entrare nel nuovo edificio lungo il corso, in pieno centro storico. Letta aveva sbottato qualche giorno fa: «Sono nove mesi, bastano a fare un bambino, non sono bastati a fare di un palazzo la sede della Prefettura».
Nel corso del summit di ieri è stato deciso che ci sarà un incontro la prossima settimana a cui parteciperà anche un sottosegretario che avrà una sorta di delega ad hoc per risolvere la spinosa vicenda. «Noi -ha detto la Iurato con grande fermezza- non molliamo», a sottolineare l'impegno che anche il prefetto sta profondendo per dare un segnale di speranza all'intera città: il rientro delle istituzioni nel centro storico.
Nel suo lungo intervento, durato trenta minuti, durante la presentazione del progetto di rilancio dell'area omogenea della neve (Rocca di Mezzo, Rocca di Cambio, Lucoli e Ovindoli) Letta ha anche sottolineato a più riprese un altro passaggio molto importante per la ricostruzione, viste le polemiche degli ultimi mesi: «Capisco che qualche tecnico o studio professionale tema di perdere un po' di lavoro, ma il supporto fornito dagli atenei e il bagaglio di conoscenze messo a disposizione non possono essere paragonati. So che ci sono state polemiche sui ritardi e sui piani di ricostruzione. Cari sindaci, avete saputo dare un grande esempio: il passo sicuro, lento, metodico del montanaro che sa procedere gradualmente, senza fermarsi mai, per arrivare in cima».