LA CONSULTA PER LO SVILUPPO Impegnati solo 58 milioni di Fesr Bruxelles può multare la Regione
PESCARA. Il Patto per lo sviluppo non riesce a trovare la strada che porta a Roma per l'atteso incontro con il governo. La fumata bianca non c'è stata nemmeno ieri pomeriggio alla conclusione della seconda riunione della consulta regionale, terminata con una data in meno in agenda e una preoccupazione in più: quella della perdita dei fondi comunitari.
Dal monitoraggio della spesa delle risorse comunitarie, effettuato dalla giunta Chiodi con il capogruppo del Pd Camillo D'Alessandro, sindacati e associazioni datoriali, è emerso che, per quanto riguarda il Fesr (fondo europeo per lo sviluppo regionale i cui campi d'azione sono competitività, ricerca, sviluppo territoriale, ambiente e la riattivazione dei Comuni del cratere) il problema resta la cronica lentezza degli impegni. I parametri di spesa finora non sono rispettati, con soli 58 milioni di euro utilizzati in quattro anni su un totale di 345.
L'aspetto che preoccupa maggiormente è quello dei 16 milioni di euro previsti per la bonifica dei siti inquinati, come la discarica di Bussi sul Tirino: esistono pesanti ritardi nell'impegno, tanto che la Regione Abruzzo può subire da Bruxelles una procedura d'infrazione.
Il rischio è che, oltre al danno di non aver sfruttato questo denaro, ci sia la beffa di dover pagare una pesante sanzione comunitaria ben superiore ai 16 milioni che verrebbero disimpegnati per la mancata progettazione.
Altre problematiche nell'utilizzo di questo finanziamento riguardano Abruzzo Engineering, le cui spese non possono essere rendicontate perché si tratta di una società in house. Anche in questo caso il rischio è di perdere il denaro se i progetti non verranno dirottati su altri soggetti.
Anche il programma Jessica di sviluppo urbano rischia di arenarsi per la mancata adesione dei Comuni di Pescara e L'Aquila, che non intendono farne parte. La soluzione è intercettare nuovi progetti attraverso i Pit (piani integrati territoriali).
Sul fronte dei Fas (fondo per le aree sottosviluppate) non sono emerse novità di rilievo.
La giunta Chiodi ha ribadito la volontà di vendere gli immobili delle Asl per incassare 110 milioni di euro da integrare ai 612 già previsti per l'Abruzzo. L'unica voce di spesa che cresce, dopo la rimodulazione effettuata, è quella riguardante il Campus dell'Aumotive in Val di Sangro. Sempre in questa area altamente industrializzata esiste il problema della mancanza della banda larga.
Notizie migliori invece per il Fondo sociale europeo (Fse) i cui parametri sono stati tutti rispettati ed entro fine anno si potrebbero addirittura superare. Con questo denaro si finanziano principalmente attività formative e politiche attive del lavoro.
La prossima verifica dei livelli di spesa sarà a ottobre con la riunione del comitato di sorveglianza del Fesr. Da definirsi invece la nuova riunione della consulta che ci sarà subito prima dell'incontro con il governo.
I sindacati: recuperare il tempo perduto
Confindustria: manca una struttura tecnica adeguata per la Ue
D'Alessandro (Pd): in sei mesi impossibile impegnare 60 milioni
PESCARA. «Prima di tutto bisogna capire perché sono stati spesi solo 58 milioni su 345 dei fondi Fesr», afferma Gianni Di Cesare, segretario regionale della Cgil. «In una condizione di crisi come quella che viviamo in questa regione è impensabile non aver utilizzato queste risorse che sono disponibili. Ho chiesto a Chiodi di chi fosse la colpa, è una risposta che va data. Immaginavo», prosegue Di Cesare, «che oggi (ieri per chi legge, ndc) la giunta venisse con una proposta su come usare questi fondi e invece è venuta senza nessuna idea. Va fatta un'attenta analisi del bilancio ordinario e fare una richiesta seria al governo per Fas e Master Plan e avere la capacità di spendere i soldi a disposizione».
Per Paolo Primavera, vicepresidente di Confindustria Abruzzo, il problema è un altro: «Perdiamo milioni di euro perché non abbiamo una struttura adeguata in grado di monitorare da un lato i fondi comunitari e dall'altro l'operato degli enti locali. Secondo noi va creata una struttura apposita che si occupi solo delle risorse europee facendo progettazione. Non possiamo permetterci che i fondi tornino indietro. Al governo bisogna presentare le problematiche dell'Abruzzo al di là dei Fas, che temo non saranno sbloccati: dobbiamo chiedere un aiuto a prescindere».
«Ho forti dubbi», commenta Camillo D'Alessandro, capogruppo Pd in consiglio regionale, «che la giunta Chiodi sarà in grado di spendere 60 milioni di euro dei fondi Por-Fesr da qui a fine anno, visto che dal 2007 a oggi sono stati spesi solo 58 milioni. Credo sia impensabile spendere in sei mesi una cifra superiore di quella spesa in quattro anni. Quello che viene fuori è un Abruzzo fermo al palo».
«Abbiamo chiesto a Chiodi di accelerare la vendita degli immobili delle Asl», afferma Maurizio Spina, segretario Cisl, «per destinare fondi alle politiche sociali. Inoltre le discariche vanno bonificate, sarebbe un peccato perdere quei soldi».
«Finalmente si è avuta la contezza delle difficoltà del Fesr», sostiene Roberto Campo segretario della Uil, «adesso bisogna fare un pressing maggiore sul governo per ottenere l'incontro».
«Trasferire i fondi per il parco della Costa dei Trabocchi», dichiara Enzo Giammarino, direttore della Confesercenti, «dai capitoli regionali ai fondi Fas è una scelta strategica».