PESCARA - Nell'intervista rilasciata ieri al Messaggero il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, ha manifestato amarezza e sorpresa per la mozione di sfiducia nei suoi confronti, presentata dalle opposizioni, che martedì verrà discussa in aula. «Non lo merito», ha detto Pagano.
Camillo D'Alessandro, capogruppo Pd alla Regione: perchè invece, secondo voi, Pagano meriterebbe una mozione di sfiducia?
«Perchè è il presidente della forma e non della sostanza. Perchè c'è una maggioranza che fa strame delle regole democratiche e lui non fa nulla per difendere le prerogative del Consiglio regionale di cui è presidente. Ecco perchè».
Nel merito, voi siete insorti dopo il subemendamento del centrodestra, accolto da Pagano, sulla legge di riforma dei consorzi industriali. Lui dice che una sfiducia ad un presidente dovrebbe essere suggerita da comportamenti davvero gravi.
«E questo lo è, perchè quell'emendamento fuori tempo massimo ha consentito alla maggioranza di prorogare i commissariamenti dei consorzi, e la proroga dei commissariamenti è proibita dallo Statuto del Consiglio regionale, Statuto che un presidente dovrebbe difendere. E poi: perchè non è intervenuto dopo le otto sentenze del Tar che hanno fermato Chiodi, che hanno detto che il governatore è andato oltre le sue funzioni commissariali, esautorando il Consiglio? E' il presidente, ripeto, che deve difendere il Consiglio».
Lei ieri ha detto che non ha nulla di personale nei confronti di Pagano, ma lui ne dubita.
«E sbaglia, perchè io ce l'ho con chi interpreta male la funzione presidenziale, non con la persona in quanto tale. Si è dimenticato, Pagano, che nella precedente legislatura fu lui a chiedere la sfiducia al presidente Marino Roselli, minacciando addirittura lo sciopero della fame? Noi stavolta ci siamo limitati a riproporre, pari pari e con palese ironia, la sua mozione anti-Roselli rivolgendola, però, a lui. E adesso dovrà affrontarla».
Lunedì mattina, a Pescara, è in programma un incontro tra il Pdl e i capigruppo dell'opposizione per evitare in extremis la presentazione della mozione di sfiducia. Pagano stesso dice di contare su un ripensamento. Lei cosa chiederà per rinunciare alla mozione?
«Io ho risposto volentieri all'invito del capogruppo Pdl, Lanfranco Venturoni, e lunedì ascolterò cos'ha da proporre. Noi chiediamo il ripristino delle funzioni parlamentari del Consiglio regionale abruzzese, chiediamo che si torni a discutere in aula di sanità, di futuro della regione, di tutto quanto Chiodi ha portato lontano dal Consiglio. Non si può decidere il futuro dell'Abruzzo in un paio di stanze, si deve discutere, confrontarsi, altrimenti siamo di fronte ad un'emergenza democratica. Con gli emendamenti cambiano in aula le leggi su cui si è prima trovato l'accordo in commissione, è inaccettabile. Restituiscano al Consiglio le funzioni sottratte e noi ritireremo la mozione. Altrimenti sarà ostruzionismo, sarà lotta e denuncia. Noi vogliamo contribuire a governare l'Abruzzo, ma i nostri diritti di rappresentanti eletti dal popolo vanno tutelati. Pagano se ne faccia garante e noi ritireremo la mozione di sfiducia. Ma niente scherzi».