Iscriviti OnLine
 

Pescara, 12/04/2026
Visitatore n. 753.050



Data: 17/07/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
P4, il Csm sospende Papa la Lega frena sulle manette. Mercoledì l'Aula decide sulla richiesta di arresto. Verso il voto segreto. Tosi: «L'alleanza non regge se si tollerano i malfattori»

ROMA - Mercoledì è il d-day del caso Papa, la Camera deve votare sulla richiesta d'arresto dei pm di Napoli per il deputato del Pdl, coinvolto nell'inchiesta sulla P4. ieri sera Umberto Bossi ha cambiato linea: «Se ha commesso dei reati paghi, ma non va bene mettergli le manette prima, quando ancora non sappiamo se quello che ha fatto è da galera o no». La posizione del Senatùr è del tutto nuova, visto che solo 24 ore prima aveva auspicato la «galera» per Papa. E proprio per questa divaricazione con Silvio Berlusconi i due avevano fissato un vertice per domani. Sul tavolo anche degli altri nodi che dividono Pdl e Lega. Il pressing del Cavaliere per salvare Papa sembra però aver avuto successo, anche se nel Carroccio in tanti sono convinti di votare sì all'arresto del deputato del Pdl».
Intanto, lo stesso, che è ex magistrato, è stato sospeso dalle funzioni e dallo stipendio per decisione della prima sezione disciplinare del Csm. E sempre ieri, il deputato azzurro, dagli schermi di SkyTg24, ha parlato così: «Ho vissuto quasi sette mesi di travaglio mediatico, di attacchi e di fango, rispetto ai quali mi sono chiuso nel riserbo più totale. Ho studiato le carte e sto lavorando per l'accertamento della verità. L'ipotesi del carcere spetta alle valutazioni dell'aula sovrana». In aula a Montecitorio il Pdl chiederà il voto segreto. «Papa si può salvare così», spiega Mario Pepe, uno dei membri della giunta per le autorizzazioni a procedere: «Con l'aiuto, nel segreto dell'urna, di alcuni del centrosinistra e di quelli della Lega che non condividono la linea dura». Ma Dario Franceschini, capogruppo del Pd alla Camera: «Nessuno di noi voterà a favore di Papa». Bisognerà dunque vedere come si comporteranno i leghisti. In molti, in questo weekend, stanno sventolando nelle feste di partito la loro bandiera ultra-legalitaria. Ma ora i duri vengono messi in difficoltà dalle parole di Bossi.
Mercoledì 20 luglio c'è anche un altro appuntamento incandescente per la maggioranza. Verrà incardinato in giunta per le autorizzazioni a procedere il caso di Marco Milanese, l'ex braccio destro di Tremonti ora coinvolto nell'inchiesta P4. Ma su di lui, l'aula di Montecitorio si dovrebbe pronunciare dopo la pausa estiva. Prima di andare in vacanza, però, i deputati potrebbero essere chiamati a confrontarsi su un'altra questione spinosa: la mozione di sfiducia presentata dal Pd contro il ministro dell'Agricoltura Saverio Romano. Per il quale è stato chiesto il rinvio a giudizio per reati di mafia. Lo stesso Romano e il Pdl vogliono che la si metta ai voti prima dell'estate. «Perché dovrebbe rimanere sulla graticola tutto agosto?», osserva ancora Pepe. Ma dovrà essere una nuova conferenza dei capigruppo di Montecitorio, a mettere la mozione in calendario.
La Lega su Romano deve ancora decidere. E lo farà probabilmente nella riunione della segreteria politica di lunedì. «Vedremo», dice Bossi. Anche il Pdl sembra intenzionato a rivedere la propria posizione. Non è che possiamo dire «sempre no su tutto in un momento delicato come questo», spiegano i tecnici berlusconiani della giustizia. Così la linea potrebbe essere quella di dire sì a due richieste della magistratura: quella per l'utilizzo delle intercettazioni del coordinatore Denis Verdini (lo chiede lui esplicitamente) e quella per aprire le cinque cassette di sicurezza nella disponibilità di Milanese.

Tosi: «L'alleanza non regge se si tollerano i malfattori»
Il sindaco di Verona: troppe mele marce nel Pdl

ROMA - Flavio Tosi, sindaco leghista di Verona, è uno dei big del Carroccio. Premette: «La gente non ne può più di questi personaggi alla Papa». Voi lo volete in galera, Berlusconi lo vuole salvo: questa vicenda segna l'inizio della fine dell'alleanza di governo?
«Per noi, se il Pdl continua a tollerare persone di questo genere, l'alleanza non può andare avanti».
Vede la crisi di governo?
«Non dico questo. Dico che uno degli aspetti della correttezza fra alleati è che non ci siano, nel Pdl, persone che creano imbarazzo».
E' un avvertimento al premier?
«Berlusconi non sta capendo che gli elettori, anche i suoi, non ne possono più di questo andazzo pieno di comportamenti immorali e scandalosi». Ma anche voi avete le vostre mele merce.
«Tutte le grandi famiglie le hanno. Anche noi, ma noi li cacciamo subito dal partito quelli che sbagliano».
Il Pdl invece li santifica?
«La prima cosa che dovrebbero fare è cacciare Papa. Oltretutto, in quel partito, i casi scabrosi si susseguono e loro fanno finta di niente. Adesso c'è l'accusa di camorra per Cesaro, il presidente della provincia di Napoli. E lei non ha idea delle sofferenze che hanno patito i nostri parlamentari che hanno dovuto salvare Cosentino in nome della lealtà a Berlusconi. Il troppo stroppia, e dobbiamo dire basta una volta per tutte».
Non si fida del partito degli onesti di Alfano?
«Proprio perché conosco Alfano, e ho stima e fiducia in lui, spero che riesca nella sua opera di pulizia».
Sennò?
«De Magistris, a Napoli, mica l'hanno votato soltanto quelli di sinistra. Ma anche gli elettori di destra, disgustati dal malaffare e dall'odore di camorra».
Che cosa accadrà mercoledì a Montecitorio?
«Se le cose vanno come sembra, sarà una bella pagina di politica».
Non certo per Berlusconi.
«Ma magari capirà che così non si può più andare avanti».
Vi state smarcando?
«Ripeto: il Pdl deve ritrovare il senso della realtà. E la realtà racconta che gli italiani sono stufi della politica alla Papa». Però la Lega non è divisa su questa vicenda?
«Bossi ha dato la linea, e quella è la linea di tutti. Non vogliamo più soffrire come in passato. Sulla giustizia, per far piacere a Berlusconi, abbiamo ingoiato troppi rospi».
Ora ne sputate qualcuno?
«Leggi come la salva-Fininvest rappresentano un pugno nello stomaco ai cittadini. Non sono più tollerabili. L'alleanza regge, se Berlusconi e Alfano portano avanti correttamente le richiese della Lega, che è interessata, come tutti gli italiani, al tema della sicurezza o al federalismo e non certo alle leggi ad personam o alla difesa delle mele marce della casta. La riforma della giustizia si fa meglio, se i malfattori vengono consegnati ai pm. Questo dev'essere un pre-requisito».
La vostra durezza anti-Papa varrà anche su Milanese?
«Deciderà Bossi. Ma innanzitutto, davanti alla gravità di una richiesta d'arresto, Milanese si dovrebbe dimettere. Poi i giudici decideranno. Totò Cuffaro è quello che è, però se n'è andato silenziosamente in galera. Comportandosi, almeno in questo, correttamente».




www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it