«Sei aquilano? No? E allora non puoi capire» è una frase che perseguita, segna e cancella ogni buon «non aquilano», anche se, magari, ha sofferto con gli aquilani e vive all'Aquila da anni. Bollato con marchio a fuoco del reprobo, zittito anzitempo nel suo diritto di espressione. Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, deve averla ascoltata molte volte e, come commissario alla Ricostruzione, sicuramente lo status di abruzzese straniero in patria è diventato un bollo indelebile che annacqua le buone azioni ed esaspera gli errori. Spesso glielo ha rinfacciato Massimo Cialente, solo ieri l'altro glielo ha ripetuto a brutto muso Stefania Pezzopane, nel corso della loro disputa sulle scuole sicure, e che dire dei comitati, che a ogni pie' sospinto ricordano che «la ricostruzione è in mano ai non aquilani»? Sconosciuto nella conca del Gran Sasso Jean-Jacques Rousseau: «Queste due parole, patria e cittadino, devono essere cancellate dalle lingue moderne»; dimenticato il suggerimento di Seneca: «Sono nato per un solo cantuccio, la mia patria è il mondo intero». Il premier, Silvio Berlusconi, nel luglio del 2009, nel tentativo sociale, forte dell'esperienza calcistica, di diventare «uno di noi», magari con conseguente folla impegnata in una ola, disse: «Cerco casa all'Aquila per dirigere i lavori, credo che sia opportuna la mia presenza: l'occhio del padrone, come si dice, sappiamo cosa produce». Poi la casa non l'ha più presa nel capoluogo ma, forse, a Lampedusa. O, probabilmente, neanche lì. E sappiamo com'è finita con gli aquilani e con i comitati. Così il commissario Chiodi, che soffre un po' la situazione, manco fosse una colpa grave, ieri l'altro, come annota Abruzzoweb, nel corso della conferenza stampa sull'accordo tra tecnici e struttura commissariale, ha stoppato un esponente teramano per accorciare il numero di relatori, aprendosi in un sorriso. «Facciamo parlare il presidente regionale, sennò poi il sindaco mi ridice che sono teramano! Visto che va in giro ancora questa storia che non vivo qui... Sto cercando casa all'Aquila, se solo la trovassi!» ha ammesso con Gaetano Fontana e Gianfranco Giuliante, che gli erano vicini. Cialente avrà avuto un sobbalzo: già ritiene il Comune commissariato, figurarsi come si sentirebbe con Chiodi stabilmente in città. «È stata soltanto una battuta» si è premurato, dunque, di precisare ieri il commissario alla Ricostruzione. D'altra parte «la casa è dov'è il tuo cuore, ma anche il fegato, la milza e gli intestini».