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Pescara, 12/04/2026
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Data: 17/07/2011
Testata giornalistica: Rassegna.it
La manovra da 70 miliardi - Cgil: manovra ingiusta, da settembre mobilitazione

"L'unico risultato di una manovra fatta di tagli al welfare, ticket sanitari, attacchi alle pensioni, aumento delle tasse dirette e indirette delle famiglie, in particolar modo di lavoratori e pensionati, che non sostiene l'occupazione e che è contro la crescita, sarà quello di aumentare le diseguaglianze sociali già enormi in un paese con otto milioni di poveri. E' una manovra contro tutto il mondo del lavoro che non riuscirà neppure a risolvere il problema del debito". E' questo il giudizio di Danilo Barbi, segretario confederale della Cgil sulla manovra economica che ha passato oggi definitivamente l'esame del Parlamento.

Sfruttando l'onda lunga dell'emergenza debito, il governo è riuscito così a far passare tutti i provvedimenti che colpiscono i lavoratori, i pensionati e in particolare tutto il settore pubblico. Si riducono gli investimenti e si rinuncia a qualunque stimolo della domanda, manca qualunque elemento di riforma strutturale del sistema-paese.

Per la Cgil il quadro della manovra è completamente sbilanciato. Si riduce il potere d'acquisto delle pensioni e, con una sorta ormai di accanimento, il salario dei lavoratori pubblici senza chiedere alcun contributo ai redditi alti e alle grandi ricchezze del Paese.

Risulteranno danneggiati i più deboli con l'intervento sull'età pensionabile (del tutto immotivato perché non ha alcun impatto finanziario a breve) e con l'assenza di politiche serie per contrastare la disoccupazione crescente, in particolare quella giovanile e per le donne.

Gravissimo l'intervento che segna un ulteriore arretramento del perimetro pubblico: a cominciare dal sistema della conoscenza a quello della salute e dell'assistenza, con i tagli al sistema sanitario nazionale e la reintroduzione dei tickets nazionali oltre che con l'ormai insostenibile riduzione delle risorse a regioni, province e comuni, con la conseguente riduzione dei servizi e del welfare e l'aumento delle tasse locali, penalizzando anche per questa via i redditi da lavoro dipendente e da pensione, con particolari accenti di drammaticità in termini di sostenibilità sociale per il Mezzogiorno.

I tagli al sistema di welfare, uniti a quelli già realizzati con le manovre precedenti, sono tali da mettere seriamente in discussione la permanenza nel nostro Paese di un quadro di diritti universali e di garanzia di servizi e prestazioni. Inoltre, la politica di tagli così consistenti, unitamente ai contenuti della delega, rappresentano il tentativo di realizzare un modello sociale di protezioni sempre più residuali.

Contro questa manovra la Cgil continuerà la sua mobilitazione. "Per noi - conclude Barbi - la partita non è chiusa dal voto di fiducia. Siccome l'impatto della manovra darà il peggio di sé negli anni 2013 - 2014, lanceremo la nostra mobilitazione da settembre con il chiaro obiettivo di cambiare la manovra, a partire dalle nostre controproposte".

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