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Pescara, 12/04/2026
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Data: 18/07/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Su Facebook la rabbia contro la casta. Precario svela sul web i privilegi dei parlamentari. Fini: ridurremo i costi della politica

LA STRETTA SUI CONTI Record di contatti per l'Assange italiano Gli indignati pronti a scendere in piazza

ROMA. All'indomani del "blitz" notturno che ha portato al salvataggio in extremis dei vitalizi dei parlamentati mentre i comuni mortali ssono chiamati a pagare superbolli e ticket, on line monta la rabbia degli "indignados". Pronti a uno sciopero generale anti-casta e, se necessario, ad un referendum per abolire le guarentigie di Montecitorio. A capeggiare la rivolta - ennesimo pressing su Fini che assicura entro la pausa estiva una riduzione dei costi della politica - un precario arrabbiato.
Spidertruman la sua firma, prima su Facebook, poi, per paura di essere oscurato dopo aver ricevuto un "avvertimento" per «abuso di proprietà intellettuale» su Twitter e su un blog dedicato ai privilegi ed ai sotterfugi del Transatlantico. Quella che si legge sul suo profilo è una dichiarazione di guerra: «Licenziato dopo 15 anni di precariato in quel palazzo, ho deciso di svelare pian piano tutti i segreti della casta». Una "vendetta" combattuta a suon di post che, in sole 24 ore, hanno conquistato quasi centomila contatti. Sull'identità dell'Assange italiano si rincorrono molti dubbi. Ma anche se in Rete c'è chi grida alla "bufala", l'argomento è più che sentito: lo confermano i numeri, con una media di circa 15mila contatti l'ora.
L'appeal delle rivelazioni, certificate da foto e documenti, è indiscutibile. Dai supersconti praticati dalle case automobilistiche (fino al 20%) agli stratagemmi studiati per assicurarsi le auto blu, dalle scorte usate per accompagnare mogli a fare la spesa, alle tariffe telefoniche stracciate, dai viaggi aerei gratuiti per parenti ed amici allo spreco di cancelleria, fino alle continue denunce per furti di costosi portatili e pellicce di lusso (c'è una polizza blindata, spiega, che risarcisce chiunque venga derubato a Montecitorio). Con tanto di indovinello sui barbieri che, per «tagliare in media due o tre cape gloriose al giorno» intascano 11mila euro al mese. Sarà un caso che hanno tutti lo stesso accento, che è poi lo stesso, sostiene Spidertruman, dell'allora presidente della Camera che li assunse? Ma in realtà, e questo smentirebbe Spidertruman, pare che i barbieri non guadagnino affatto 11mila euro al mese e non abbiano tutti lo stesso accento.
Ma il putiferio c'è e non è solo mediatico. Il leader dell'Idv Di Pietro minaccia: «A settembre scenderemo in piazza». Gli fa eco il portavoce Orlando: «Intollerabili i privilegi dei parlamentari». E perfino il ministro Rotondi che, chiedendo la regolarizzazione dei precari, affonda: «I benefit della Camera sono noti da tempo». Il vice presidente dei senatori del Pd Zanda punta il dito contro il premier: «Per colpire la casta bisogna iniziare dal cambiare la legge elettorale». A cercare di buttare acqua sul fuoco ci pensa Fini. Che sui tagli ai costi della politica e sulla necessità che il Parlamento non appaia contraddizione, privilegio e ostacolo, come denunciato da Furio Colombo sulle colonne de "Il Fatto", chiosa: «Le possibilità ci sono. C'è materiale per tagli significativi. Va verificato se c'è la volontà di farlo».
Ma la rivolta del web si abbatte anche sul presidente della Regione Roberto Formigoni, che si è fatto intervistare dal Tg3 su tagli e manovra con gli yacht di Porto Cervo alle spalle. «Ci vuole una bella faccia di bronzo per parlare di tagli al lusso da Porto Cervo» è uno dei commenti al video su youtube.

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