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Data: 18/07/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Ticket, arriva l'aumento 10 euro in più per le visite. Gli abruzzesi già pagano la tassa sui codici bianchi

Il presidente della Regione Gianni Chiodi, nella veste di commissario governativo, adotterà tra oggi e domani il decreto per il recepimento delle misure contenute nella manovra Tremonti, allineando l'Abruzzo alle altre regioni commissariate che, come Lazio e Calabria, hanno già annunciato il via libera agli aumenti. Con i dieci euro di aumento, il ticket sulla gran parte delle prestazioni specialistiche, alle visite agli esami diagnostici di base, passerà da un costo base di 36 a 46 euro. Ridotte a zero, proprio a causa del difficile equilibrio dei conti, le possibilità di scongiurare il nuovo ticket con compensazioni di bilancio. Margine di manovra che invece appare praticabile per altre regioni, dalla Toscana alla Lombardia. Il sacrificio del ticket maggiorato si aggiunge al contributo di 25 euro per i cosiddetti codici bianchi, le prestazioni minime del pronto soccorso, che in Abruzzo è già in vigore dal 2009 in base al piano di rientro del debito sanitario.
La statistica, come al solito, non rende onore alla realtà. La tassa sulla salute, infatti, peserà su categorie particolarmente svantaggiate come anziani e malati. Per gli abruzzesi, però, si tratta di un ritorno all'antico. Anche il ticket sulle prestazioni specialistiche fu introdotto nel 2007, con il primo piano di rientro dal debito sanitario. Nel 2009 il balzello fu abolito.
Nel complesso, è particolarmente salato il conto della manovra Tremonti. E' come se tutti, proprio tutti gli abruzzesi pagassero una tassa di oltre 250 euro. Da oggi al 2014 il peso si scaricherà più su alcuni meno su altri: per la famiglia-Abruzzo il sacrificio è stimato in oltre 300 milioni, mettendo in colonna ticket per le visite mediche specialistiche, tagli alle detrazioni Irpef, pensioni congelate. Dalla sanità, come al solito la legnata più dura, è di 18,5 milioni il gettito stimato dell'aumento di dieci euro del ticket sulle prestazioni specialistiche, una media di 13,8 euro per abitante.
Salute a parte, gli abruzzesi si preparano a una nuova stagione di sacrifici. Nei bilanci domestici i soldi drenati dalla manovra economica finiranno inevitabilmente per dover essere ritagliati da altre spese. O, per chi può, dai risparmi. A fare i conti è la Cgia di Mestre: per l'Abruzzo gli effetti di tre dei capitoli in manovra peseranno per 342milioni e 672mila mila euro, come dire 255,3 euro ad abitante. Allineati al centro, nella mappa dei sacrifici: tra i 282,2 euro in capo al cittadino medio del più ricco nord e i 226,5 euro del sud. «Senza contare le zavorre indirette - avverte la Cgia -, che potrebbero scaricarsi su tasse e servizi, per effetto dei tagli agli enti locali». Una manovra necessaria per rimettere a posto i conti pubblici, concordano tutti. Ma ecco gli effetti diretti, quanti e dove: le sforbiciate alle agevolazioni fiscali sull'Irpef significheranno un gettito dall'Abruzzo di oltre 301milioni, come se ciascun contribuente dovesse pagare 321,9 euro in più; ciascun pensionato da 2337 euro lordi al mese perderà, tra il 2012 e il 2013, 870,9 euro per la mancata rivalutazione della pensione.
L'Italia è un grande Paese: ce la possiamo fare, è il tema dell'incontro pubblico che intanto il Pd abruzzese e il gruppo Pd al senato hanno organizzato per oggi, dalle 18, a palazzo Sirena di Francavilla; Giuseppe Caporale intervisterà il senatore Giovanni Legnini, relatore di minoranza sulla manovra. Al centro dell'incontro: la crisi politica e finanziaria, gli sviluppi della manovra, le conseguenze e la strada per iniziare un nuovo percorso di crescita.

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