Ecoemme, il consigliere Pdl si chiama fuori dallo scandalo rifiuti
PESCARA. Si chiama fuori dallo scandalo dei rifiuti di Montesilvano Lorenzo Sospiri, consigliere comunale e regionale del Pdl e coordinatore provinciale del partito: «Non ho niente da farmi perdonare», così parla Sospiri rispondendo alla procura che, nell'inchiesta sui rifiuti della società mista Ecoemme (Comune di Montesilvano 49,86 per cento, Comunità montanva Vestina 2,31, Deco spa 47,86), ne chiede il processo per corruzione. Il rinvio a giudizio è stato richiesto anche per il sindaco di Montesilvano Pasquale Cordoma, per gli imprenditori Ettore Ferdinando Di Zio ed Ettore Paolo Di Zio ed altri cinque tra politici e tecnici. «Se ci sarà processo», avverte Sospiri, «non ci sarà una condanna perché proprio niente è addebitabile a me».
Sospiri conferma l'incontro con il titolare della Deco spa Rodolfo Di Zio in un bar di via Firenze a Pescara: un faccia a faccia documentato dalla squadra mobile. «Prendere un caffè in pieno centro per il tempo di cinque minuti quando non si detengono nemmeno cariche pubbliche», dice Sospiri anche se il 4 dicembre 2008, giorno dell'incontro, era un consigliere comunale a Pescara candidato al consiglio regionale, «non è certo un summit ma solo un caffè in pieno centro. Né frasi disconnesse estrapolate possono per teorema essere ricondotte a chicchessia solo per dare sostegno a una architettura accusatoria che non esiste». Durante l'incontro tra Sospiri e Di Zio, la polizia ha ascoltato un dialogo di sei secondi: «Adesso», così Sospiri ha detto a Di Zio, «il sindaco deve capire... però, se non gli stucca le orecchie mo non gliele stucca più». Per la polizia, il riferimento è a Cordoma: «Mai mi sono confrontato con Cordoma su questa vicenda», ribatte Sospiri, «come dimostrano migliaia di intercettazioni inutili che per mesi non hanno trovato neanche una virgola sull'argomento». Ma almeno un'intercettazione sull'Ecoemme c'è e risale al 17 novembre 2008, ore 19,05: «La conversazione», sostiene un'informativa della squadra mobile, «è di indubbia rilevanza e gravemente indiziante per entrambi i protagonisti», Sospiri e Cordoma. Si parla delle dimissioni di Domenico Di Carlo, il presidente dell'Ecoemme che ha denunciato irregolarità nella società. Ecco la telefonata.
Cordoma: «Mimmo di Carlo si è dimesso».
Sospiri: «Meno male».
Cordoma: «Meno male, mi ha risolto un problema grosso come una casa».
Sospiri: «Meno male».
Cordoma: «Questa è una grande notizia».
Sospiri: «E chi ci nomini?».
Cordoma: «Eh, mo' ci devo ragionare sette, otto notti».
«È evidente dal tenore del colloquio», così commenta la squadra mobile, «che l'interesse alle dimissioni di Di Carlo era rilevante per il Cordoma ma anche per Sospiri, tanto da toglierlo dall'imbarazzo sulla controversia avviata con il gruppo Di Zio».
Sospiri non rinnega il finanziamento di 10 mila euro dalla Deco per la campagna elettorale: «È stato destinato non a me ma al partito che presiedevo, An. Il contributo è stato versato a norma di legge e rendicontato alle autorità, certo non nascosto: se è corruzione rispettare la legge non credo proprio anche perché se la linea è la seguente sarebbero corruzione anche i contributi per centinaia di migliaia di euro al Pd». Sospiri parla di un «contributo non richiesto da me» ma la procura ha una lettera di richiesta firmata da Sospiri.