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Data: 19/07/2011
Testata giornalistica: Il Centro
I residenti: via il deposito dei bus. La rabbia di chi vive e lavora vicino all'autorimessa dell'Arpa

LA PROTESTA L'edicolante: ogni mattina respiriamo veleno E il barista: il traffico è sempre più caotico

SULMONA. Quelli costretti da decenni a convivere con i gas di scarico e i rumori degli autobus chiedono di fare presto: «Spostare il deposito dell'Arpa». Sono i residenti tra via Lamaccio, via del Cavallaro, viale della Repubblica e via Sallustio, il quadrilatero dentro al quale sorge l'autorimessa. La convivenza è ormai insostenibile, come ripetono a gran voce al Centro.
Siamo andati nel quartiere che da periferia, in pochi anni, è diventato il cuore dell'attività economica cittadina.
In questi giorni sia i vertici dell'Arpa sia al Comune stanno spingendo sull'acceleratore per arrivare a un accordo che porterebbe a spostare la sede all'interno del nucleo industriale (come già anticipato dalla società regionale dei trasporti).
«La scelta da parte degli amministratori di creare lo sviluppo urbanistico in questa parte del territorio comunale», spiega il presidente dell'Ascom Fidi Claudio Mariotti, che ha la sede dell'associazione confinante con il deposito utilizzato dall'Arpa, «ha consentito che si realizzasse un consistente insediamento abitativo attorno a un deposito che è lì da oltre mezzo secolo anni ma la cui presenza, oggi, non può più essere tollerata. Non è il momento di andare alla ricerca di eventuali responsabilità. Dico solo che a questo punto è estremamente urgente che Comune e Arpa arrivino a un accordo per spostare la struttura in una zona più idonea e sicura».
Dello stesso avviso l'edicolante di via Lamaccio, che ogni giorno vive in prima persona lo stato di disagio provocato dalla presenza dei pullman.
«Quando al mattino alzo le serrande c'è un mix di fumo e di rumori», spiega Mario Taglieri, «ogni giorno si respira veleno, soprattutto nei mesi invernali quando gli autisti accendono i motori dei mezzi un'ora prima della partenza». Nel deposito dell'Arpa che è stato realizzato nel 1955 vengono parcheggiati 55 autobus che presto diventeranno oltre 70 con l'arrivo nel deposito dei mezzi della Paolibus. «Quello che viviamo è un vero supplizio», rincara la dose Claudio Natale, «e solo perché il Comune non riesce a risolvere il problema. Non sto parlando solo del sindaco attuale, per il quale può essere una buona occasione per dimostrare le sue capacità amministrative, ma anche di tutti i sindaci che l'hanno preceduto».
Un po' controcorrente vanno Katia Barozzi e Angelo Grasso che minimizzano i problemi creati dai pullman per il timore che l'Arpa decida di spostare la sede in un altro territorio. «I disagi sono evidenti per le famiglie che si affacciano sul cortile del deposito», affermano, «noi che stiamo dalla parte opposta riusciamo anche a convivere con questa situazione. E poi non dimentichiamo che questa azienda dà da mangiare a una settantina di famiglie».
«Sono tanti anni che si parla di spostare la sede nella zona industriale», interveine Pino Crisante, «ma puntualmente non succede nulla. Intanto continuiamo a subire disagi a non finire. Per esempio mia moglie non può più stendere i panni sul balcone perché si sporcano con i gas di scarico».
Yumi Mancebo e Marco Bonasia, la prima dipendente del Punto Snai di Sulmona e il secondo gestore del bar del quartiere, evidenziano il loro disagio e quello dei loro clienti.
«È davvero un grosso problema», affermano, «soprattutto per il traffico, che con la realizzazione della nuova rotonda e la presenza costante dei pullman dell'Arpa è diventato ancora più caotico e pericoloso».

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