ROMA. L'Italia dei ticket spezzata in due. Da una parte le Regioni che hanno già fatto scattare il pagamento per i cittadini: Liguria, Lombardia, Calabria e Basilicata. Fra queste anche il Lazio dove il pagamento è stato introdotto ieri a macchia di leopardo solo in alcune Asl. E nel tardo pomeriggio è partita una circolare dall'assessorato pugliese alle Asl per l'introduzione dei ticket che scatterà da oggi. Dall'altra parte cresce il fronte delle Regioni che hanno detto no all'aggravio di spese sanitarie. Per domani è previsto un vertice Regioni-ministro della Salute, Ferruccio Fazio. E di fronte agli sportelli delle Asl non sono mancate le proteste dei cittadini per gli aumenti di 10 euro per le visite specialistiche e la diagnostica e di 25 per i codici bianchi di pronto soccorso.
Congelare il ticket sanitario «è una buona scelta», ha commentato il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, lodando l'amministrazione dell'Emilia Romagna. «Ho visto che qui hanno tagliato alcuni costi della politica e delle amministrazioni. Bisogna continuare fortemente su questo piano, perchè abbiamo bisogno di esempi» ha spiegato. Nel gruppo di coloro che hanno deciso di congelare il provvedimento c'è il Piemonte, il Veneto, la Toscana, l'Umbria e le Marche, Val d'Aosta, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e Sardegna. A far arrabbiare i cittadini sono anche altri balzelli inseriti nella manovra o inasprimenti di diritti statali per avviare ricorsi amministrativi o procedimenti processuali. Particolarmente odiosa è la tassa sul divorzio. O meglio gli ex coniugi non potranno più godere dell'esenzione fino ad oggi prevista. Così, anche nel caso di separazione concorsuale si dovrà versare un contributo unificato aumentato di 4 euro (ora è di 37).