Nell'ultimo periodo il processo riformatore si è arrestato e le liberalizzazioni sono scivolate via dalle priorità dell'agenda politica. L'Autorità ha dovuto denunciare pericolosi tentativi di chiusura dei mercati dettati dagli interessi particolari in settori come i trasporti». Sono parole del presidente dell'Autorità garante per la Concorrenza e il mercato, Antonio Catricalà, che sintetizzano quanto l'ultima edizione della relazione annuale dell'Antitrust ha ampiamente documentato, prendendosela soprattutto con l'attuale assetto del mercato ferroviario italiano (si veda anche il pezzo in alto) e con le pratiche commerciali scorrette nel settore del trasporto aereo. Per dirla ancora con una frase di Catricalà, «ferrovie, gestioni autostradali e aeroportuali restano i settori sui quali è prioritario introdurre assetti di mercato realmente competitivi che possano agevolare la ripresa della crescita». E l'attività di indagine dell'Authority lo conferma. Nel corso del 2010 sono stati avviati 13 approfondimenti nei confronti di aziende di trasporto. Solo i fornitori di energia elettrica e gas hanno fatto peggio, con 19 indagini. Restano invece molto indietro altri settori come le telecomunicazioni, i servizi postali, lo smaltimento di rifiuti. Per gli aeroporti sono state condotte verifiche nei confronti di Adr e Sea, per accertare che avessero messo a disposizione le rispettive infrastnitture a corrispettivi equi per attività come l'handling, i servizi di rifornimento e il catering. Sempre nel mirino il settore delle ferrovie. A dicembre 2010 l'Autorità ha avviato un procedimento nei confronti di Fs e Rfi per abuso di posizione dominante su segnalazione della società Arenaways. In pratica, al vettore sarebbe stato impedito di accedere all'infrastnittura sulla tratta Milano-Torino, nonostante avesse i requisiti per farlo. L'indagine risulta ancora in corso. Nel trasporto marittimo, invece, la relazione ricorda la controversia tra T Link e Grandi navi veloci, in merito alle presunte pratiche concorrenziali scorrette messe in atto da quest'ultima. Una controversia conclusasi con il «ravvedimento operoso» da parte di Gnv. Nel campo del trasporto pubblico locale, infine, vengono elencate le due sanzioni erogate nel 2010 a carico di Atm, l'azienda di Tpl di Milano, per avere operato in mercati diversi da quello di competenza direttamente e senza far ricorso al veicolo di altre società, come prescritto dalla legge." Un elenco lungo che lascia un'impressione evidente. Come ha sottolineato proprio Catricalà, parlando soprattutto di ferrovie: «Si dovrebbe individuare un regolatore di settore indipendente e tecnicamente qualificato, così come ci chiede l'Europa; in secondo luogo, si dovrebbero adottare tutti quegli accorgimenti necessari a distinguere attività in concorrenza effettiva, in relazione alle quali dovrebbe operare una società formalmente distinta da Trenitalia, da attività di servizio pubblico sussidiate. Queste ultime non devono essere attribuite necessariamente a Trenitalia, ma è concretamente possibile e doveroso aprire il mercato a gare effettive». Una situazione confermata dai. dati sulle concentiazioni, dai quali emerge come il settore del trasporto resti essenzialmente immobile. Nel corso del 2010, infatti, l'Antitrust ha autorizzato quattro operazioni di concentrazione, per un valore complessivo di circa 550 milioni di euro. Per comprendere quanto questi numeri siano suscettibili di miglioramento, basta vedere cosa hanno fatto gli altri settori. Nell'industria aumentare ci sono state 11 operazioni per circa 5,5 miliardi di euro. Nel settore tessile sono state 76, per oltre 2,7 miliardi. E nel campo della tutela dei consumatori le cose non vanno meglio. Nel mirino è finita soprattutto la vendita via internet di biglietti aerei da parte delle compagnie low cost (si veda il pezzo accanto)».