PESCARA. Se n'è andato nel sonno, nove giorni dopo aver festeggiato i 90 anni. E' morto nella sua casa di Gissi, Remo Gaspari, l'uomo politico della Democrazia cristiana che ha incarnato la storia dell'Abruzzo nel dopoguerra fra voglia di riscatto e modernità e gestione del potere. Una vita politica, quella di Gaspari, ricca di onori: per dieci volte eletto parlamentare, per sedici volte ministro, e per 27 anni sindaco di Gissi.
La morte di Gaspari è stata scoperta, intorno alle 10 di ieri mattina, dalla donna macedone che lo accudiva. Nella sede del comune della cittadina della provincia di Chieti dove Gaspari era nato il 10 luglio del 1921 è stata allestatita una camera ardente.
I funerali di Remo Gaspari saranno celebrati domani a Chieti, nella cattedrale di San Giustino, dall'arcivescovo di Chieti, monsignor Bruno Forte.
Lo ha annunciato il figlio del politico scomparso, il chirurgo Lucio Gaspari, che ha appreso la notizia della morte del genitore in Calabria, dove era in vacanza, ed è subito ripartito per Gissi.
«Oggi è venuto a mancare un esempio di virtù politica e democratica», ha detto Lucio Gaspari, «che ha fatto la storia dell'Abruzzo nei lunghi anni di attività da parlamentare e da uomo di governo».
Il Consiglio regionale abruzzese, dove oggi dovrebbe essere allestita una camera ardente, ha osservato, ieri mattina, un minuto di silenzio per commemorare Gaspari, la cui scomparsa è stata annunciata durante la seduta dal presidente, Nazario Pagano.
Il cordoglio per la scomparsa dell'uomo politico è stato bipartisan. Sono intervenuti i consiglieri Antonio Prospero (Rialzati Abruzzo), Antonio Saia (Comunisti Italiani), Camillo D'Alessandro (Pd), Walter Caporale (Verdi), Carlo Costantini (Idv), Maurizio Acerbo (Rifondazione) e Lanfranco Venturoni (Pdl). Al termine della commemorazione la seduta stata interrotta.
Solo una settimana fa il consiglio regionale aveva voluto celebrare, con una seduta solenne, i 90 anni di Gaspari.
Su richiesta di Antonio Prospero (Rialzati Abruzzo) il presidente Pagano aveva convocato una seduta il 12 luglio nel corso della quale all'ex ministro è stato consegnato il premio Aprutium, il riconoscimento dell'assemblea regionale a personalità abruzzesi che si sono distinte portando in alto il nome dell'Abruzzo.
E' stata la prima volta che questo attestato è stato attribuito a un personaggio politico, e il governatore Gianni Chiodi aveva assegnato a Gaspari il Guerriero di Capestrano, la statua simbolo dell'identità abruzzese.
Anna Nenna D'antonio, ex presidente della giunta regionale e parlamentare della Dc, a lungo collaboratrice di Gaspari, lo ha ricordato così: «Sono profondamente costernata nel ricordo di un politico che non si può facilmente dimenticare. Lascia un vuoto incolmabile. Di lui parlano le opere realizzate in Abruzzo, parla l'Abruzzo progredito, cresciuto con lui sotto il piano economico sociale e culturale. Gli abruzzesi lo ricordano per le tante battaglie combattute e che ho combattuto con lui conseguendo tante vittorie. Quasi tutta la mia vita politica si è svolta accanto a Gaspari un esempio, una guida che ha fatto grande questa realtà. Vivrà in mezzo a tutti gli abruzzesi che lo amano».