È affidato a un mini dragaggio il salvataggio del collegamento con la Croazia. Oggi il commissario del porto Guerino Testa valuta insieme ai tecnici della Regione la possibilità di scavare una quantità minima di fanghi, quella necessaria a garantire la navigazione del traghetto. Si tenterà la carta della disperazione per salvare il collegamento ma il Pescara Jet effettuerà sicuramente da Ortona le prime partenze. Guerino Testa ce l'ha messa tutta, ma neanche i poteri speciali di commissario del porto sono serviti, fino a ieri, a sbloccare la situazione. Perché quello che chiedeva la Snav era un intervento da svolgere subito, già entro questa settimana, cosa che i tempi della burocrazia non hanno consentito pur di fronte a un'emergenza stringente. In merito alla decisione della Snav di trasferirsi a Ortona va fatta una precisazione che aggrava, se possibile, lo stato in cui versa il porto di Pescara. Le prime notizie diffuse parlavano di danni riportati dal traghetto in seguito all'insabbiamento e il conseguente trasferimento a Ortona per riapararli. In realtà, il Pescara Jet si è insabbiato, ma senza lamentare danni di sorta e la decisione della Snav è stata motivata esclusivamente dalla mancanza delle condizioni di massima sicurezza del porto. La Società di navigazione aveva sciolto le riserve sulla conferma del servizio per la Croazia dopo aver ricevuto le ultime batimetrie, che erano risultate confortanti e tali da garantire la sicurezza allo scafo. Condizioni che, invece, alla prova dei fatti sono svanite, di qui la scelta di abbandonare Pescara per Ortona. Nonostante il cambio di sede, al momento non sono giunte richieste di disdetta da chi ha prenotato i primi viaggi del 23 e del 25 luglio, fermo restando che i clienti potrebbero sempre richiedere un rimborso forfettario per le spese aggiuntive per il cambio di imbarco. Dall'Amministrazione comunale non è arrivato alcun commento in tre giorni, allora ci pensa il capogruppo Pd Moreno Di Pietrantonio a rinfocolore la polemica: «Quale che sia la conclusione della vicenda - sostiene - il danno economico e di immagine alla città, che l'incapacità di questi amministratori ha determinato, è enormeco e di immagine della città di Pescara è enorme. E il siindaco Mascia ha sicuramente la responsabilità morale e politica di quanto di negativo sta accadendo in questa città».