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Data: 22/07/2011
Testata giornalistica: Il Sole 24ore Trasporti
In Campania trasporti al collasso. I sindacati: «Duemila lavoratori a rischio. Regione ferma a marzo con i pagamenti»

Servizi pubblici. Dopo rifiuti e sanità anche la mobilità è in pericolo con un deficit totale di 460 milioni

Chi lo scorso 11 luglio si è recato alla stazione di Salerno a prendere il solito regionale veloce per Napolidelle 7.55 si è imbattuto in una spiacevole sorpresa: niente treno. Superfluo chiedere ragguagli in biglietteria,dove la risposta poteva suonare al massimo sibillina: «Quello che sapete voi, sappiamo noi». Soltanto aleggere una microscopica postilla al tabellone cartaceo degli orari si apprendeva che «il servizio è sospeso»per tutta la stagione estiva.Cronache di ordinari disservizi con cui gli oltre 1,2 milioni di viaggiatori campani che ogni giorno si muovonostanno imparando, loro malgrado, a fare i conti. Perché, dopo il caos rifiuti che tiene banco da 17 anni e ilcrack della sanità, quella del trasporto pubblico locale rappresenta la terza grande emergenza dellaCampania. Giudicate voi: le 15 aziende pubbliche e le 125 private del settore hanno accumulato insieme undeficit di 460 milioni. Gli introiti del sistema Unico di tariffazione in un anno sono calati dell'1,6% fino adattestarsi ai 155,8 milioni del 2010, in compenso resta stabile al 18% la percentuale dei passeggeri evasori.Se però consideriamo che la biglietteria non arriva a coprire il 20% del costo del servizio, diventa fin troppofacile comprendere che a mettere in ginocchio il sistema sono stati sopratutto i tagli di risorse pubblicheintervenuti dalla Finanziaria 2009 in poi: l'anno scorso la dote di contributi statali era di 741 milioni,quest'anno siamo a 607 milioni, mentre le stime di Palazzo Santa Lucia, per il 2012 e il 2013, parlano di 581milioni e 578 milioni. «Numeri - commenta Mario Salsano di Cgil trasporti - cui le aziende hanno risposto intre modi: incrementi del 10% in biglietteria, tagli del 30% alle corse e traumatici piani di riorganizzazione delpersonale». Tra esuberi e licenziamenti dovrebbero insomma andare a casa duemila dei 13.800 dipendentidel servizio. La strada dei licenziamenti è apparsa percorribile per 148 addetti da Acms Caserta, per 50persone da Sita e cinque da Etac Benevento, misure per ora congelate dopo una settimana di scioperiselvaggi. Sul fronte degli esuberi, Anm Napoli individua 300 posizioni, Ctp Napoli e Cstp Salerno 130ciascuno. Una "bomba sociale", secondo il segretario campano di Uil Trasporti Vincenzo Esposito.«Si rischia anche la regolarità degli stipendi - dice Angelo Finizio di Cisl Trasporti - le aziende pubblicheaccumulano debiti perché gli enti proprietari non riescono a trasferire con puntualità i fondi statali a essedestinati. Il deficit si attesta così intorno ai 460 milioni». Fenomeno confermato da Antonio Simeone,presidente di Anm e di Asstra: «La regione è ferma alla mensilità di marzo con il trasferimento dei 26 milionimensili che il ministero dell'Economia destina al sistema. Spesso queste cifre sono state indirizzate suemergenze in altri settori, dalla sanità ai rifiuti».Tra i riassetti più discussi c'è quello del gruppo Eav, controllato dalla regione: la holding ha presentato unpiano di accorpamento gomma-ferro per Circumvesuviana, Metronapoli Nordest, Sepsa ed Eav Bus chedovrebbe portare nell'anno a 293 esodi agevolati con l'impegno di effettuare 170 assunzioni entro il 2014. Lanotizia non viene confermata da Eav che se la cava con un «No comment». Di fatto i sindacati lo hannorigettato il piano: presto per assumere impegni riguardanti il futuro, quando non appare ancora chiaro se equanto il governo è intenzionato a investire sul trasporto pubblico locale. Se non altro, si capisce una cosa:senza risorse aggiuntive, lo stato di crisi è destinato a diventare una prospettiva concreta per più di un'azienda.

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