Tutto stava per saltare per un «mai più», ma alla fine la mozione è passata all'unanimità. Dopo giorni di polemiche e ostruzionismo, ieri pomeriggio il consiglio comunale ha approvato il documento che impegna il sindaco e la giunta «a ricercare ogni possibile soluzione alternativa che escluda per il futuro la possibilità di adibire a parcheggio la strada parco durante la stagione estiva, e comunque a non riproporre mediante ordinanze o delibere l'utilizzo del corridoio verde, salvaguardando l'esclusiva destinazione dello stesso per la mobilità sostenibile». Il Comune, dunque, sancisce la fine della strada parking a partire dal prossimo anno. È pur vero che, salvo imprevisti, da aprile 2012 il corridoio verde dovrebbe essere attraversato dalla filovia, ma anche in caso di ritardi non sarà quella la soluzione al problema parcheggi nella zona della riviera nord. Il documento prevede poi la possibilità di soluzioni alternative anche durante la stagione in corso, vieta per l'anno prossimo le autorizzazioni al parcheggio sul marciapiede del lungomare sud e fissa l'obiettivo di un piano traffico fondato sui principi della mobilità sostenibile in tempi solleciti.
Un ultimo e fondamentale punto della mozione riguarda l'eventualità di chiudere al traffico la riviera nord, predisponendo un bus navetta dall'area di risulta. Argomento, questo, che è stato causa di un acceso dibattito in aula. Nel testo si parla di «possibilità di sperimentazione» e non di «disposizione». Ma i motivi di scontro sono stati anche altri. Se è vero, infatti, che alla fine quasi tutti i consiglieri hanno approvato la mozione, raggiungere il risultato non è stato semplice. Il consigliere di Rifondazione Maurizio Acerbo ha dato fuoco alle polveri quando ha scoperto che il documento condiviso dai capigruppo in commissione era stato modificato in alcuni passaggi. In particolare, è stato eliminato il «mai più ripetibile», riferito proprio al parcheggio e alla circolazione di auto sulla strada parco, ed è stato aggiunto «durante la stagione estiva». Frasi che certo non cambiano il senso della decisione anche se rendono meno chiaro il documento. Da qui lo scontro, prima con i consiglieri Pd, che avevano condiviso il documento con una larga fetta di maggioranza, e poi con Carlo Masci. Il leader di Pescara futura, infatti, ha votato la mozione ma non l'ha sottoscritta e in aula ha dichiarato: «Se c'è la possibilità di trovare una soluzione alternativa va bene, altrimenti, se il problema parcheggi sussisterà, credo che si debba tornare a poter parcheggiare sull'ex tracciato ferroviario». Secondo Masci è stata una scelta emergenziale «ma non un provvedimento estemporaneo, bensì pensato e organizzato nei minimi particolari». Rinfoderate le sciabole, sono state votate due mozioni, quella originale e quella modificata. La prima è stata bocciata, la seconda votata da tutti i 32 consiglieri in aula.