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Pescara, 14/04/2026
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22/07/2011
Il Centro
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Porto, persi 23 mila passeggeri. Dimezzati in 4 anni arrivi e partenze, la Cna: danni alle imprese
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PESCARA. Navi sempre più vuote con 23 mila passeggeri in meno al porto. Lo confermano i dati di imbarchi e sbarchi forniti dalla Capitaneria di porto all'Osservatorio regionale trasporti. Pescara paga un tributo del mare enorme: alla beffa del dragaggio si aggiunge il calo dei turisti. Considerando arrivi e partenze, rispetto a quattro anni fa il porto ha perso oltre 23 mila presenze: da 23.759 imbarchi il porto è sceso a 11.935, meno della metà. Un dato destinato a scendere ancora se la questione del dragaggio dei fondali non sarà risolta a brevi. Per questo week-end la Snav, compagnia che effettua i collegamenti da e verso la Croazia, ha spostato le prime partenze al porto di Ortona: da Pescara il catamarano non può salpare a causa del fondale troppo basso. Così, per il primo fine settimana di collegamento con l'altra sponda dell'Adriatico la partenza non sarà Pescara, e non è detto che la linea non resti questa per tutta la stagione estiva e fino al 4 settembre. Dal call center della Snav minimizzano sui disagi all'utenza: «La società non ha ancora deciso cosa accadrà ad agosto, l'orario resterà lo stesso anche se le partenze dovessero essere effettuate dal porto di Ortona», dicono a chi chiama. Venti chilometri a sud di Pescara, ma stessi orari e stessa nave e, sebbene la società abbia le idee chiare solo sul primo week-end di partenze, appare difficile pensare a una risoluzione immediata del fondale basso, visti i tempi burocratici con i quali Pescara ha sin qui fatto i conti in materia di dragaggio. Non è escluso che il catamarano debba scegliere Ortona come base fissa. La Cna di Pescara non ci sta e considera tutta la vicenda relativa al dragaggio e alle sue conseguenze frutto della lentezza burocratica e di dinamiche politiche errate: «Mentre la città rischia di perdere definitivamente i collegamenti marittimi da e per la Croazia, con danni evidenti alla sua economia turistica, la politica si divide nella ricerca affannosa delle responsabilità, anziché cercare di mettere riparo a una situazione che appare già compromessa», attacca l'associazione. «Quello che fa rabbia», proseguono Riccardo Colazilli e Carmine Salce, presidente e direttore della Cna, «è notare come di fronte a tanti proclami, la crudezza delle cifre dimostri come ci si trovi di fronte a un disastro annunciato, che nessun penoso scambio di responsabilità dei palazzi della politica potrà mai coprire». Ormai sempre più sicuri del destino della stagione pescarese senza il collegamento con le località croate, gli esponenti della Cna lanciano un appello per il futuro: «Il poco tempo a disposizione va dedicato a salvare il salvabile. Che non vuol dire soltanto tentare di riportare già nelle prossime settimane i mezzi della Snav a Pescara», precisano Colazilli e Salce, «ma soprattutto nel convincere la compagnia che nei prossimi anni troverà da queste parti interlocutori seri».
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