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Pescara, 14/04/2026
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Data: 22/07/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Dragaggio a rischio. Pescara perde la nave Più concreto lo spostamento definitivo di Snav a Ortona

E' sfumata in una notte l'ipotesi di smaltimento sulla terraferma dei fanghi prelevati dall'annunciato minidragaggio del bacino di levante che dovrebbe consentire le manovre portuali del catamarano Pescara Jet, garantendo i collegamenti turistici con la costa croata. «Uno stoccaggio, anche se temporaneo, in una ex cava non è consentito dalla normativa vigente che considera, di fatto, i fanghi prelevati in mare, un rifiuto», spiega il commissario straordinario per il dragaggio e presidente della Provincia, Guerino Testa, dopo l'ennesima convulsa giornata alla ricerca di soluzioni tampone, annunciando per stamane un incontro stampa, in cui, forse, illustrerà le ipotesi per ripristinare i collegamenti Snav con la costa croata e chiarirà il cronoprogramma delle operazioni di dragaggio del porto di Pescara.
Mentre i primi turisti, oltre un centinaio, si preparano ad imbarcare costumi e valige dal porto di Ortona. Già da domani e poi ancora lunedì. E' infatti sulla costa teatina che Snav, ha dirottato le partenze. E il pericolo che il Pescara Jet, possa diventare definitivamente, nel bel mezzo della stagione estiva, l'Ortona Jet, appare quanto mai concreto. «Ci auguriamo che questa soluzione sia temporanea, oltre che breve - precisa Quinto Ippoliti, operatore turistico e inventore del ponte navale Pescara-Croazia -. Al di là dei disagi per i passeggeri, a perdere davvero questa partita è l'economia di Pescara». Ne è convinta anche la Cna di Pescara secondo cui le conseguenze del mancato dragaggio cominciano a manifestarsi in tutta la loro perversa portata. «In tempi non sospetti - afferma la confederazione artigiana presieduta da Riccardo Colazilli e diretta da Carmine Salce - denunciammo l'irresponsabile balletto che la burocrazia stava esercitando sulle attività portuali. Come una cambiale, e dopo i danni patiti dalla pesca e dalle attività di movimentazione delle merci, puntuale arriva ora l'ennesima tegola. E la politica si divide nella ricerca affannosa delle responsabilità, anziché cercare di mettere riparo a una situazione che appare già compromessa».
Parla di un disastro annunciato, la Cna, snocciolando le cifre ufficiali sul movimento passeggeri del porto pescarese. «Tra il 2007 e il 2010, metà delle presenze è andata dispersa in mare - dice Cna - Degli oltre 45mila passeggeri tra sbarcati e imbarcati nel collegamento nella stagione 2007, già nel 2010 ne erano rimasti poco più di 23mila. Perdite dovute a incuria e superficialità, a politiche turistiche fatte di proclami e non di investimenti oculati. Il poco tempo a disposizione - conclude la Cna - deve essere dedicato a salvare il salvabile. Che non vuol dire soltanto tentare di riportare i mezzi della Snav sulle banchine pescaresi, ma soprattutto nel convincere la compagnia che nei prossimi anni troverà da queste parti interlocutori seri». Puntuale arriva anche la polemica politica e se da un lato il Pd, con il capogruppo in comune Moreno Di Pietrantonio commenta il fallimento dell'amministrazione Mascia, della Provincia e della Regione Abruzzo, dal Pdl replica il vicecapogruppo Armando Foschi, difendendo «l'intenso lavoro del commissario straordinario Testa e dell'amministrazione comunale».
Snav a parte, anche il Wwf interviene sulla vicenda dragaggio annunciando di aver diffidato l'Arta Abruzzo, che non ha reso note le analisi successive allo sversamento dei fanghi del porto di Pescara a mare e nella cosiddetta vasca di colmata. Acque sempre più agitate.



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