Il super-vertice per mantenere il collegamento marittimo con la Croazia fa un clamoroso buco nell'acqua
Il commissario getta la spugna, la Snav saluta e se ne va, il traghetto per la Croazia non partirà più da Pescara. L'impegno alacre di Guerino Testa non è bastato per salvare il collegamento estivo con l'altra sponda dell'Adriatico. Oggi e lunedì 25 luglio il Pescara Jet salperà da Ortona, poi per i viaggi dal 1° agosto al 4 settembre è tutto in alto mare. Non è un mistero, infatti, che il porto ortonese non ha la struttura di accoglienza per i turisti com'è, appunto, la stazione marittima di Pescara. E la Snav, pertanto, potrebbe continuare il servizio solo per soddisfare le prenotazioni già ricevute, decidendo di chiudere qui l'esperienza non solo con Pescara, ma con l'Abruzzo. Questo perché la Società di navigazione ha già uno scalo di riferimento importante nel medio Adriatico, ad Ancona, dove da anni il collegamento con la Croazia dura l'intera estate, tre mesi pieni da metà giugno a metà settembre. Lì, evidentemente, non hanno il problema del dragaggio e altre jatture politico-burocratiche che hanno provocato il collasso del porto pescarese. «Stiamo lavorando per fare in modo che dal 1° agosto la Snav possa operare di nuovo da Pescara, - aveva detto ieri mattina - ma le speranze sono ridotte al lumicino». Non poteva essere altrimenti perché dopo aver cercato di muovere tutti i livelli politici e istituzionali, Testa ha ricevuto solo una serie di "no". «La vasca di colmata per depositare il materiale da dragare e permettere l'attracco non è utilizzabile perchè fuori norma e satura - ha spiegato - e le discariche pongono una duplice questione da risolvere: lo stop balneare, appunto, e il problema dell'asciugamento». L'ultima speranza era legata al minidragaggio, un intervento soft da effettuare in pochissimi giorni per togliere la quantità di sabbia necessaria a garantire la massima sicurezza al traghetto. «Ma anche questo non si può fare - ha ammesso sconsolato - perché durante la stagione estiva non si possono muovere le sabbie, rischieremmo di trasportare fanghi e materiali sporchi sulle spiagge degli stabilimenti e andremmo incontro a denunce e ricorsi». Tutti "no" ai quali il commissario non può aggiungere alcun "sì" e allora il disastro è completo, disastro annunciato come confermano i dati del traffico passeggeri del traghetto negli ultimi tre anni, quando si è passati da 45mila a 23mila biglietti venduti. Un disastro originato dagli errori madornali di chi ha gestito il caso-porto, responsabilità che non si possono addebitare, ovviamente, a Guerino Testa. Ieri, il commissario aveva il progetto del dragaggio vero da presentare, con le cifre pronte da spiegare, attorniato da esponenti della Protezione civile, dell'Università dell'Aquila, del Comune, dell'Arta e della Regione. Poteva essere un'occasione per guardare avanti con un pizzico di ottimismo, ma la grana del traghetto ha fatto saltare il banco. E a dire il vero, l'impressione netta è che il commissario sia stato lasciato solo nell'affrontare l'emergenza degli ultimi giorni. Si spiega così la rabbia nei confronti non solo del centrosinistra, ma anche la frecciata ai suoi. La perdita del traghetto Snav si può calcolare sul piano economico, ma non sotto il profilo dell'immagine dove l'autogol è di proporzioni colossali.