Vertice in Provincia, l'intervento costerà 6 milioni. La Regione rimborsa i pescatori di 500 mila euro
PESCARA. «Il dragaggio partirà il 15 settembre. L'obiettivo è dragare 300 mila metri cubi in un mese e mezzo». Ci mette la faccia, Guerino Testa, il presidente della Provincia, quando annuncia nella sala Figlia di Jorio che il «porto di Pescara tornerà alle condizioni di 10 anni fa». Seduto accanto a vari dirigenti, Testa parla in veste di commissario straodinario del porto, una tegola che sta producendo milioni di danni.
Il commercio è a terra e la marineria paga un debito elevato a causa di quei fondali troppo bassi che, adesso, lasciano una traccia anche nel settore turistico: la compagnia Snav, che collega Pescara alla Croazia, ha scelto già per questo fine settimana il porto di Ortona ma il catamarano, quest'estate, non ormeggerà più nel porto di Pescara facendo sfumare 20 mila turisti.
Il mancato dragaggio: una bolla scoppiata da quasi due anni e per cui il presidente Guerino Testa, nominato commissario da un mese e mezzo, ha elencato ieri mattina le tappe per risolvere l'annoso problema.
«Stiamo cercando di ottenere le autorizzazioni dal ministero dell'Ambiente per poter cominciare le operazioni di dragaggio dal 15 settembre», ha detto il commissario precisando: «Anche se la stagione balneare si chiude il 30 di settembre. Vorrei dragare 200 o al massimo 300 mila metri cubi di materiale e, se l'Ispra confermerà le analisi dell'Arta, andremo a sversare a mare alla chiusura della stagione balneare».
Accanto a Testa, c'erano il numero due della Protezione civile, Nicola Dell'Acqua, il professor Paolo Di Girolamo del dipartimento di Ingegneria di struttura delle acque e del terreno dell'università dell'Aquila, esponenti della direzione marittima, il direttore dell'Arta, Mario Amicone, rappresentanti dell'Ispra, il direttore dell'autorità ambientale della Regione Abruzzo Antonio Sorgi e il vice sindaco del Comune Berardino Fiorilli. Mentre il presidente promette il dragaggio, un rappresentante della marineria chiede chiarimenti sull'intervento e risponde Di Girolamo, che mette in chiaro cifre e tempi. «Il progetto dovrebbe costare sui 6 milioni di euro, parte dei quali arriveranno dalla Regione, ma la cifra si abbasserà molto con i ribassi d'asta. Ma stavolta sarà un dragaggio da 11-12 euro al metro cubo e non da 140 euro».
«La Regione», ha aggiunto Sorgi, «con i fondi Fas ha previsto una quota per il dragaggio del porto di Pescara e ha già anticipato 2 milioni e 800 mila euro che sono oggi disponibili. A fine mese, firmeremo l'intesa istituzionale quadro per lo sblocco dei fondi Cipe per le infrastrutture di circa 20 milioni di euro».
Mentre Testa rassicurava gli operatori e dettava i tempi del dragaggio che dovrebbe essere risolutivo, nella sede della Regione, nella direzione delle Politiche agricole, l'assessore regionale Mauro Febbo e il presidente della Camera di commercio Daniele Becci incontravano alcuni pescatori per parlare della crisi della marineria.
«La Regione ha messo a disposizione 500 mila euro per risarcire i danni che hanno subìto i pescatori», ha detto Febbo, «Soldi che saranno già disponibili». Tramontano, invece, le speranze per il collegamento con la Croazia che, appare quasi certo, sarà perso dal porto di Pescara. Il servizio, a causa dei fondali troppo bassi, si sposterà al molo Martello di Ortona.
E tra i politici volano gli insulti
Pdl infuriato con il Pd. Di Pietrantonio: vergogna
PESCARA. «Le forze politiche non devono fare demagogia sul porto. Se il Pd aveva qualcosa di concreto da dire, poteva partecipare a quest'incontro: altrimenti non voglio sentire stronzate sul porto». Nel mezzo dell'incontro in Provincia per annunciare che il dragaggio partirà a metà settembre, Testa perde l'aplomb: «Sì, voglio usare proprio questo termine: stronzate». Quali? Di fronte al palazzo della Provincia, il Pd di Pescara sta tenendo una conferenza per sbugiardare gli interventi «inesistenti». E quando all'orecchio di Testa, arriva la voce che è stato definito «un burocrate», lui sbotta.
La letteratura sul mancato dragaggio, accanto ai termini tecnici - analisi e metri cubi da dragare - si arricchisce così anche di colpi bassi e frecciate.
In Comune, al secondo piano, il Partito democratico guidato dal capogruppo Moreno Di Pietrantonio, è riunito per parlare delle condizioni drammatiche del porto. «Nessuno ha fatto nulla», dice Di Pietrantonio. «Silenzio del Comune, della Provincia e in silenzio sta anche il presidente della Regione Gianni Chiodi. Il collegamento per la Croazia che avevamo istituito noi quando eravamo al governo è stato trasferito, con grave perdita del turismo e dell'indotto. E non a caso si chiamava Pescara Jet, perché partiva dal porto di Pescara e non da uno qualunque».
Ma l'incontro dell'opposizione in Comune arriva al tavolo del presidente Guerino Testa, il commissario che sta annunciando gli interventi che partiranno a settembre. Testa si toglie la giacca e sbuffa: «Basta, non voglio demagogie su un problema serio: non l'accetto né dal centrosinistra né dal centrodestra» e per tre volte si lascia andare.
«Ha detto così?», fa Di Pietrantonio. «E' una vergogna! Testa si dovrebbe vergognare!». E prosegue: «E' stato anche lui, insieme a tutto il Pdl, a infliggere il colpo mortale al porto di Pescara. Il catamarano della Snav ormeggiato a Ortona, anziché sulla banchina di Pescara, sancisce definitivamente il fallimento dell'amministrazione comunale, provinciale e regionale». E' un fiume in piena, il consigliere Di Pietrantonio, che prosegue: «Abbiamo un commissario per il dragaggio. Bene, qual è il suo compito se il risultato è quello di perdere turisti e indotto? Il danno che l'incapacità di questi amministratori ha determinato è enorme, così come il danno economico e di immagine per la città di Pescara. Auspichiamo un intervento risolutivo nell'interesse dell'economia e dell'immagine. E comunque, Testa si vergogni».