Testa assicura: dragaggio del porto a settembre, dobbiamo evitare il rischio esondazione
Al call center di Snav lo spiegano senza giri di parole ai potenziali passeggeri. Il Pescara Jet partirà da Ortona anche nel mese di agosto e probabilmente fino alla fine della stagione. «Perché purtroppo - dice la voce al telefono - al porto di Pescara ci sono seri problemi di sicurezza relativi al mancato dragaggio e, dunque, la Compagnia è stata costretta dirottare le partenze sul porto di Ortona». Mentre, on line, sul sito ufficiale di Snav l'approdo pescarese è ancora l'unico contemplato. «Aspettiamo un comunicato ufficiale della Compagnia - ridimensiona Bruno Santori, operatore navale - anche se le speranze di riportare il Pescara Jet nel capoluogo adriatico sono ridotte al lumicino». Intanto Snav rassicura: gli orari di partenza e di arrivo resteranno invariati, così come il mezzo veloce che svolgerà il servizio passeggeri. Bisognerà solo spostarsi di 20 chilometri a sud. Distanze accettabili per molti, ma assolutamente mal digerite dagli operatori turistici di Pescara. Meno lavoro per ristoratori, albergatori e operatori del settore se i passeggeri diretti a Hvar e Spalato salpano da un altro porto. I primi sono partiti oggi, i prossimi lunedì e così, con ogni probabilità, il primo agosto e nelle altre date fissate, fino alla fine della stagione.
Senza contare il danno di immagine per la città. Snav, sul sito internet, si scusa per l'inconveniente e spiega che «tale situazione si è venuta a creare per cause non imputabili alla Compagnia».
«Stiamo lavorando da giorni per creare le condizioni di sicurezza del porto di Pescara, ma ogni possibile soluzione è stata resa vana da mille problemi», ammette il commissario straordinario per il dragaggio Guerino Testa, che rivendica un impegno quotidiano e collegiale. E piovono le critiche. Nei giorni scorsi quelle di Confesercenti e Cna. Ieri quelle, politiche, del gruppo del Pd in Comune. «Quando il centro sinistra governava la città, è stato fatto molto per portare Snav a Pescara. Nel 2007 si registro un transito di circa 45mila passeggeri. Oggi - spiega il capogruppo Moreno Di Pietrantonio - è tutto svanito e le responsabilità sono tutte da imputare ai vertici di Comune, Provincia e Regione. L'incapacità di chi ci governa sta infliggendo un colpo mortale all'immagine e all'economia della città e il tutto nell'indifferenza totale del sindaco Mascia, che non dice una parola». Poi arriva l'attacco al commissario Testa, definito dal consigliere del Pd Enzo De Vecchio un «burocrate senza poteri».
Dal canto suo Testa glissa e illustra il cronoprogramma della madre di tutte le emergenze, il dragaggio del porto. «Stiamo cercando di ottenere le autorizzazioni dal ministero dell'Ambiente per poter cominciare le operazioni di dragaggio dal 15 settembre - dichiara Testa - due settimane prima della chiusura della stagione balneare. L'obiettivo è dragare 300mila metri cubi di materiale in un mese e mezzo e, se l'Ispra confermerà le analisi dell'Arta, andremo a sversare a mare. Cerchiamo di lavorare nel più breve tempo possibile anche per evitare il rischio esondazione del fiume, un rischio elevato vista l'attuale condizione del porto canale». Il progetto degli interventi, nella darsena, nella canaletta e nel bacino interno, redatto dall'Università dell'Aquila, sarà inviato a Regione e Capitaneria di Porto. Il costo delle attività di dragaggio di 300mila metri cubi di fanghi si aggira sui 6 milioni di euro. Risorse che arriveranno da fondi Fas e Cipe. «Per fine ottobre risolveremo l'emergenza e dopo l'inverno il porto di Pescara tornerà nelle condizioni di dieci anni fa - insiste Testa - Lo prendo come impegno».