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Data: 23/07/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Asl, tornano investimenti e assunzioni. Duecento medici entro l'anno. E il governo sblocca 295 milioni di fondi

Il tavolo di monitoraggio del ministero ha registrato un avanzo di 1,6 milioni nel bilancio del 2010

PESCARA. La sanità abruzzese torna in equilibrio dopo aver coperto tutti i debiti e ora può cominciare a investire e assumere. Entro l'anno saranno banditi i consorsi per 200 medici (in gran parte verranno trasformati contratti a termine in contratti a tempo indeterminato), mentre il governo ha sbloccato 295 milioni di fondi. E' il risultato del pareggio di bilancio, con leggero avanzo di 1,6 milioni, raggiunto al 2010 al tavolo di monitoraggio dei ministeri dell'Economia e della Salute. La sanità abruzzese salpa dunque dalla riva delle regioni canaglia e approda nel limbo dei virtuosi (del paradiso si parlerà al taglio delle tasse).
Un risultato «epocale» che il governatore-commissario Gianni Chiodi ha voluto illustrare in conferenza stampa assieme ai direttori generali delle Asl, alla sub-commissaria Giovanna Baraldi, alla dirigente del settore Maria Crocco, al vicepresidente della giunta Alfredo Castiglione.
Il risultato è sorprendente sia rispetto alle previsioni (solo due mesi fa Chiodi riteneva straordinario il disavanzo di 7 milioni previsto dal tavolo di monitoraggio), sia rispetto al Piano operativo 2011-2012 che prevedeva il pareggio solo nel 2012 dopo una manovra di molte decine di milioni.
Le Asl hanno invece bruciato i tempi, anche se solo due su quattro sono realmente in pareggio (L'Aquila è sotto di 28 milioni, Chieti di 11, ma per il ministero il consolidato dà segno positivo), «e il risultato potrebbe essere migliore», ha osservato Chiodi «se considerassimo le coperture». Anche il primo trimestre mostra una buona performance per una serie di risparmi, come la gara per i vaccini che ha portato un risparmio di 4 milioni (il 25% in meno), la gara per la farmaceutica («ho avuto resistenze fino all'ultimo minuto», ha detto Chiodi) che si chiuderà a settembre e porterà su 319 milioni di base d'asta «un risparmio almeno del 10%», ipotizza il commissario. Oppure il ribasso d'asta dell'informatizzazione del 118 che ha fatto risparmiare il 40% su un costo storico di 4,5 milioni. Anche sulle tariffe si è risparmiato, «e la settimana scorsa il Consiglio di Stato ci ha dato ragione su quelle del 2007-2008».
E il budget per la sanità privata, che diventa biennale, porterà certezze («e riduzione d'ansia») in un campo dove «non vi sono mai state regole». Resta la criticità della farmaceutica, dove la spesa è ancora alta, e dove molto possono fare i medici di medicina generale «che hanno accettato di vincolare parte dei compensi al raggiungimento di obiettivi sulla farmaceutica e sull'assistenza».
Critico anche il capitolo degli abruzzesi che scelgono di curarsi fuori regione (la mobilità passiva). Ma Chiodi pure non sottovalutandolo lo considera marginale («70 milioni su un bilancio di 2 miliardi e 300 milioni, di cosa parliamo?»), anche se nel piano operativo sono in programma azioni per rendere più attrattiva la sanità della regione.
Gli investimenti annunciati da Chiodi dovrebbero andare anche in questa direzione. Investimenti in macchinari, in strutture, in professionalità: «La buona sanità la fanno infatti i bravi medici e le apparecchiature diagnostiche all'avanguardia. Ecco perchè, da oggi in poi, investiremo in tecnologie e nelle professionalità andando a coprire tutti i primariati, dopo aver ridotto le unità operative complesse».
Ma i buoni conti porteranno l'Abruzzo alla fine del commissariamento? Qui Chiodi si fa cauto: «Solo quando avremo rimosso le cause del dissesto potremo rimuovere il commissariamento». Dunque c'è ancora da intervenire sul piano strutturale.
Intanto si sta lavorando al nuovo piano sanitario triennale. Chiodi non ha fretta, perché il termine dei 60 giorni stabilito dalla manovra finanziaria del governo «non è perentorio». «Avremo tempo per discuterlo anche con la maggioranza, con le opposizioni e con i sindacati», assicura. Ma un dato è certo, l'"Abruzzo 2.0" di cui parla Chiodi prevede come parte non negoziabile che «la politica resti fuori dalla gestione della sanità». Solo così, dice Chiodi, «diventeremo un modello e un'eccellenza sanitaria per l'intero paese».

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