PESCARA. È corso Vittorio Emanuele la bestia nera dei conducenti degli autobus. «Dal Comune alla vecchia stazione è il tratto in cui si registra la perdita di tempo maggiore», spiega l'autista Gtm Patrizio Gobeo, delegato della Filt-Cgil. «Nelle giornate di punta, un pedone impiega meno dell'autobus a percorrere quegli 800 metri», dice. «E pensare che con le corsie preferenziali, in direzione nord-sud dovremmo impiegarne tre, di minuti. Che invece diventano 12, anche 13 il sabato, e che lievitano ancora quando piove».
Il record è dell'anno scorso: «Era maggio, si era allagata Porta Nuova, per attraversare corso Vittorio impiegammo con l'autobus 45 minuti». La colpa? «Delle cattive abitudini degli automobilisti», dice Gobeo mentre snocciola i difetti dei pescaresi alla guida. A cominciare dalla sosta selvaggia: «Basta vedere in via Chieti, dove parcheggiano anche in tripla fila, ma anche in corso Vittorio lato mare, dove il peggio lo dobbiamo affrontare davanti alle Poste. Ormai tutti si sentono autorizzati ad accendere le quattro frecce e a lasciare l'auto ovunque».
Ma i disagi, per conducenti e viaggiatori arrivano anche dall'uso indebito delle corsie preferenziali da parte degli automobilisti: «Le usano come corsie di sorpasso», va avanti Gobeo, «così come le fermate diventano dei parcheggi. Questo ci costringe a fermarci in doppia fila, bloccando chi sta dietro». Ma il colmo riguarda viale D'Annunzio: «Proprio davanti alla caserma dei carabinieri registriamo le infrazioni maggiori», dice Gobeo, «con gli automobilisti che, addirittura, mettono le macchine a lisca di pesce e in senso contrario».