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Pescara, 14/04/2026
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Data: 24/07/2011
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Doppio tutto esaurito per il Pescara Jet della Snav costretto a partire da Ortona. Voragine di soldi nei fondali bassi

Pescatori e imprenditori aspettano la navigabilitā del porto canale mentre il dragaggio-fantasma inghiotte milioni

Venti milioni di euro in fumo per il mancato dragaggio, altri venti da spendere per il nuovo dragaggio e per gli interventi strutturali sul porto. Se a questi aggiungiamo gli altri 15 spesi per la famigerata diga foranea, fanno 55 milioni. Un'enormitā per uno scalo come quello pescarese che con una cifra simile avrebbe potuto assicurare il futuro all'attivitā ai pescherecci e alle navi della dārsena commerciale senza gravare sul contribuente. Invece il tesoro č stato bruciato e nessun passo avanti č stato compiuto. Con la perdita del traghetto Snav per la Croazia, il disastro č completo, per non parlare del danno d'immagine alla cittā, difficilmente quantificabile e comunque non inferiore a quello economico in senso stretto. A proposito di Snav: ieri mattina il primo viaggio del traghetto da Ortona ha registrato il tutto esaurito (369 passeggeri e 70 auto) e domani si prevede il bis per il secondo imbarco. La Capitanerria di Ortona ha giā mostrato la disponibilitā per le infrastrutture se la Snav garantirā che non si sposterā su Ancona. Pescara sta a guardare. Quanto al porto dannunziano, il destino del č nelle mani della Regione e del commissario straordinario Guerino Testa. Il progetto redatto dall'Universitā dell'Aquila, con l'avallo del Ministero dell'Ambiente e della Protezione civile č il primo passo per avviare il nuovo dragaggio: 6 milioni di euro a base d'asta, quindi qualcosa in meno al momento dell'appalto, per scavare 300mila metri cubi di fanghi, dei quali l'80% dalla dārsena commerciale e il restante 20% dalla canaletta. L'intervento, ovviamente, si potrā effettuare solo a stagione estiva conclusa, quindi non prima di fine settembre-inizio ottobre: un mese di lavori a tamburo battente per restituire fondali navigabili sia alle navi (6,5 metri) sia ai pescherecci (5 metri). Pescatori e imprenditori aspettano con sempre maggiore apprensione e sempre minore fiducia, affidandosi alle analisi dell'Arta. I prelievi nella dārsena hanno detto che i materiali non sono inquinati, se anche quelli da fare nel porto dei pescherecci dovessero dare il medesimo risultato ci sarebbe l'auspicata svolta ovvero la possibilitā di sversare i fanghi in mare. Con notevole risparmio di soldi e di tempo. Nel frattempo, il Comune č chiamato ad accelerare sull'approvazione del Piano regolatore portuale: in ballo ci sono non tanto i 2,8 milioni della Regione, presi dai fondi Fas e quindi non utilizzabili prima del 2012, quanto i 20 milioni che lo stesso Ente mette a disposizione per gli interventi contemplati dal Prg ovvero il taglio della diga foranea e la costruzione del nuovo molo che dovrebbe risolvere alla radice il problema dell'insabbiamento.

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