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Data: 24/07/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Servizi pubblici sempre più cari boom del prezzo dei traghetti. Incremento del 52,8% per i trasporti marittimi. Ferrovie +8,4%

ROMA Sono i servizi pubblici, anche gestiti da privati, a guidare la volata dei rincari negli ultimi dodici mesi. Un conto salato per gli italiani che hanno speso 2,9 miliardi in più tra giugno 2010 e giugno 2011 per pagare treni, autobus, smaltimento rifiuti, traghetti. Si tratta di circa 115 euro a famiglia secondo i calcoli dell'Ufficio studi della Confartigianato.
In testa alla classifica svettano i prezzi di traghetti e aliscafi che «sono esplosi del 52,8% rispetto all'anno precedente a fronte di una crescita media del 14,4% nel resto d'Europa», rileva l'associazione di categoria. Il problema dei traghetti verso la Sardegna, i cui gestori hanno aumentato i prezzi con percentuali variabili tra il 90 e il 110 per cento, è oggetto di un'indagine dell'Antitrust per sospetto abuso di posizione dominante e cartello. In attesa delle conclusioni, ne faranno le spese tutti coloro che andranno in vacanza nell'isola. Ma gli aumenti a doppia cifra non si limitano al trasporto marittimo. Le tariffe dell'acqua sono cresciute dell'11,7% (3,6% in Europa). Per viaggiare in autostrada si spende il 9% in più sui pedaggi. Ed è aumentato anche il trasporto su rotaia: +8,4% nell'ultimo anno, con un crescita del 43,4% negli ultimi 5 anni, più del doppio della media Ue (19,1%). I trasporti urbani sono rincarati del 7,2% e quelli extraurbani del 6,3%. E la raccolta dei rifiuti costa il 4,5% in più.
«Gli aumenti registrati quest'anno non fanno che peggiorare una tendenza decennale dei servizi pubblici», osserva la Confartigianato. Infatti, tra giugno del 2000 e giugno del 2010, mentre il tasso d'inflazione è salito del 23,9%, le tariffe relative ad acqua, rifiuti e trasporti su gomma hanno fatto registrare un boom del 54,2% contro il 30,9% nel resto d'Europa.
Aumentano le sigarette, 10 centesimi da ieri sulle principali marche in commercio, e sarà un incognita il pieno di benzina per chi parte in vacanza. A metà luglio, il costo del gasolio auto è salito del 20,8% rispetto ad un anno fa. Lo seguono la benzina verde (+15,8%) e il Gpl auto (+10,8%). Pesa l'aumento registrato dalle accise negli ultimi 12 mesi: circa 1 miliardo in più di maggiori imposte, con un carico di 43 euro a famiglia. Cresciuta anche la Rc auto del 5,3% a fronte del +3,7% della media europea.
«Questi rincari - commenta Cesare Fumagalli, segretario Generale di Confartigianato - confermano che occorre realizzare la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, solo così scenderanno i prezzi».

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