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Pescara, 14/04/2026
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Data: 24/07/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Appello all'Alitalia. Di Giuseppantonio e Testa: liberate gli hangar. I due presidenti intervengono nella vertenza dei lavoratori Airone Technic

PESCARA. I presidenti delle Province di Chieti e Pescara, Enrico Di Giuseppantonio e Guerino Testa, hanno scritto all'amministratore delegato di Alitalia, Rocco Sabelli, per chiedere che vengano liberati gli hangar dell'Aeroporto d'Abruzzo a Pescara in maniera tale che le maestranze di Airone Technic possano ricominciare il loro «percorso lavorativo». Le cifre parlano di 40 addetti rimasti e 4 milioni di fatturato l'anno. I capannoni dell'aeroporto saranno nella disponibilità di Cai-Alitalia fino a fine anno, con un'opzione per altri due, in virtù di un contratto d'affitto da 80 mila euro.
I due presidenti «chiedono, inoltre, che Alitalia dia in tempi brevi una risposta alla proposta avanzata da un gruppo di imprenditori locali, guidati dal presidente di Confindustria Chieti, Paolo Primavera, disposti ad investire ed a rilanciare l'attivit presso lo scalo abruzzese».
«Il gruppo di imprenditori», ricordano Di Giuseppantonio e Testa, «rispondendo alla richiesta di Cai Alitalia, ha inviato il proprio Piano industriale senza tuttavia ad oggi ottenere alcuna risposta».
«Gli imprenditori sono disposti ad andare avanti comunque», sottolineano i due presidenti, «ma è necessario che la nuova società, così come chiedono anche le organizzazioni sindacali, abbia a disposizione gli hangar, condizione indispensabile affinché l'Enac faccia firmare i primi contratti con altre compagnie aeree».
«Alla luce della concreta disponibilità manifestata dagli imprenditori locali ma anche in vista delle crescenti difficoltà alle quali i lavoratori di Airone Technic potrebbero andare incontro qualora non dovessero riprendere un percorso professionale», concludono Enrico Di Giuseppantonio e Guerino Testa, «chiediamo a Cai Alitalia di dare una risposta in tempi stretti. Il nostro auspicio che per tante famiglie si riapra una prospettiva di speranza e di lavoro».
Mercoledì scorso, era stato lo stesso Primavera a sollecitare una decisione. «non mi ha mai dato una risposta ufficiale. Quelle che sento sono solo voci. «Ci hanno chiesto un piano industriale e noi l'abbiamo inviato», aveva detto il presidente di Confindustria Chieti. «Ho detto a Sabelli che non volevamo più le commesse garantite, adesso chiediamo solo di liberarci gli hangar per permetterci di far ripartire l'attività, senza alcun vincolo. Il mio timore però è che stiamo cercando di riesumare un cadavere per il quale Alitalia ha già fatto il funerale».
«Qui non si tratta solo di una vertenza aziendale», aveva avvertito, infine, Gianni Di Cesare, segretario regionle della Cgil intervendo sul caso, «ma di interesse generale. Gli aerei hanno costantemente bisogno di manutenzione, uno scalo senza un centro in grado di garantire questo sarebbe declassato».

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