ROMA - A Roma doveva essere una giornata senz'acqua per molti quartieri, proprio per consentire dei lavori importanti della Tav alla stazione Tiburtina. Invece si è trasformata in una giornata di fuoco, un incendio nel secondo scalo ferroviario della città, che è durato 15 ore e ha spaccato in due l'Italia in una domenica di luglio. Un'odissea fatta di lunghe attese in tutte le maggiori stazioni ferroviarie italiane. Quattro ore a Firenze. Cinque a Milano. Tre a Bologna, e a Napoli l'attesa supera anche i 270 minuti.
Roma. Caos alla stazione Termini. Si parla di ore e ore di ritardi nelle partenze, box informazioni presi d'assalto dai passeggeri, treni soppressi e convogli superaffollati con gente che pur di partire ha accettato di viaggiare in piedi. Su 137 treni a lunga percorrenza diretti a Roma, 24 (17,5% circa) sono stati deviati, 75 viaggiavano regolarmente (54,8% circa) e 38 quelli soppressi (27,7% circa).
Milano. «Si invitano i signori passeggeri a non partire se non è strettamente necessario». È con questa formula, letta più volte dallo speaker, che Trenitalia si arrende anche alla Stazione Centrale di Milano in un giorno da incubo per il trasporto ferroviario, proprio mentre al binario 15 arriva con quasi sei ore di ritardo il treno espresso 1926 proveniente da Palermo. Il convoglio era atteso per le 10.23, ed è arrivato invece alle 16.15, un ritardo accumulato per colpa del rogo. Stanchi e arrabbiati i passeggeri: «Non c'è stata chiarezza e c'è stata pochissima assistenza» si lamenta Alessandro, 41 anni, partito verso le 23.50 di sabato da Ascea Marina (Salerno). «Tante le fermate non previste e nessun servizio di ristorazione». Infuriato un pensionato partito da Lamezia Terme con la moglie. «Mezza bottiglia d'acqua ci hanno dato: uno schifo». Ma alla fine c'è anche chi la prende con filosofia. «È capitato, poteva andare anche peggio», dice un turista alzando le spalle.
Bologna. A metà mattinata l'atrio è pieno per tre quarti, con il personale di Trenitalia che accoglie i viaggiatori ancora prima che questi assedino il punto informazioni dei treni ad alta velocità. È la situazione, tutto sommato ordinata, nella stazione di Bologna, importante nodo ferroviario del centro-nord. Sul tabellone delle partenze le prime cinque tratte (Milano, Venezia, Bolzano, Mestre, Torino) hanno ritardi tra i 100 e i 215 minuti. Dall'altoparlante e sugli schermi luminosi, le persone vengono informate ripetutamente che «ci saranno ritardi, variazioni di percorso o cancellazioni a causa del rogo nella stazione romana». Chi deve raggiungere località settentrionali, viene dirottato su convogli regionali. Sconcerto, invece, per chi è diretto a Roma o Napoli. C'è chi si è seduto contro il muro fissando il tabellone, cercando di capire, aiutandosi con un palmare, se può prendere un mezzo alternativo. C'è chi, come un gruppo di giovani scout in divisa, l'ha presa con più leggerezza: seduti in terra in cerchio con in mezzo gli zaini, ingannano l'attesa giocando a carte.
Firenze. Stazione affollata con lunghe file alle biglietterie: questa la situazione allo scalo ferroviario di Santa Maria Novella a Firenze, dove sono tanti i turisti in attesa. Su un cartellone luminoso e con avvisi dall'altoparlante i passeggeri vengono informati che i treni da e per Roma «potranno subire ritardi fino a 90 minuti. Deviazioni o cancellazioni per un guasto all'impianto di circolazione di Roma Tiburtina». Ma il treno Alta velocità per Milano è segnalato in partenza con 245 minuti di ritardo: era un convoglio proveniente da Salerno che tra gli arrivi è segnalato come cancellato. Sono invece più di 100 i minuti di ritardo per un altro treno Alta velocità proveniente da Napoli e che sarebbe dovuto arrivare nel capoluogo toscano alle 10.03. Le Ferrovie dello Stato spiegano che è stato «messo in campo» tutto il personale reperibile per dare assistenza, fornire informazioni e «proteggere i passeggeri».
Napoli. Partenze regolari - tranne la cancellazione di un treno ad alta velocità delle 14.35, il 9626 diretto a Milano - mentre diventa sempre più pesante la situazione sul fronte degli arrivi. Ci sono infatti diversi convogli in forte ritardo, provenienti tutti da Milano. In particolare le Ferrovie segnalano 270 minuti di ritardo per l'Espresso 1911, 200, 90 e 50 minuti rispettivamente per tre treni ad alta velocità, e 90 minuti per l'Intercity 583. E l'attesa con il passare delle ore si allunga.