Tutti a Termini fino a nuovo ordine, almeno qualche giorno secondo le previsioni più ottimistiche, ma il rischio di un'emergenza prolungata viene seriamente calcolato dall'unità di crisi di Ferrovie dello Stato. E' stato l'incendio dell'altra notte alla stazione Tiburtina di Roma a far scattare lo spostamento dello scalo di partenza ed arrivo di tutti i collegamenti da Roma verso l'Abruzzo: 12 treni, tra andata e ritorno, sulla tratta lunga Pescara-Roma, addirittura 40 sulla Avezzano-Roma. E disagi pesanti si registrano anche per tutti i passeggeri che, dall'Abruzzo, viaggiano in queste ore verso nord con treni in partenza da Roma, a causa del contingentamento dei transiti attraverso Tiburtina. In pratica, alcuni dei convogli in partenza da Termini vengono dirottati su Civitavecchia e la linea tirrenica; dei rimanenti soltanto quattro ogni ora possono attraversare i binari di Tiburtina, gli altri si mettono in coda accumulando ritardi incalcolabili oppure vengono annullati. Il consiglio d Ferrovie e Trenitalia è di rinviare le partenze verso nord, oppure ripiegare su mezzi alternativi.
La vera giornata di fuoco sarà comunque quella di oggi, quando dalle prime ore dell'alba cominceranno ad arrivare a Roma i treni con i pendolari abruzzesi, migliaia di persone che ogni giorno coprono soprattutto la tratta dalla Marsica verso la capitale. Nonostante il martellamento dell'informazione radiotelevisiva, si mette nel conto che non tutti partiranno sufficientemente informati sull'emergenza scatenata dall'incendio. Quel che c'è da sapere è che i binari di arrivo e partenza dei treni abruzzesi sono il 25 e il 26 della stazione Termini. Da qui i pendolari dovranno organizzarsi per riconnettersi, in tempi accettabili, alla rete del trasporto pubblico urbano e suburbano per raggiungere i loro luoghi di lavoro. E, ovviamente, ricordarsi a fine giornata di andare a prendere il treno a Termini. C'è da dire che il cambio dello scalo di arrivo non ha comportato riduzione dei convogli, nonostante termini lavori ormai ai limiti del collasso avendo dovuto drenare il traffico di Tiburtina, considerato per volume il secondo scalo d'Italia.
Nessun disagio si è registrato, almeno nella giornata di ieri, nei collegamenti bus dall'Abruzzo per Roma: il terminal di Tiburtina è sufficientemente distante dall'edificio andato a fuoco e si calcola che a compensare il maggior traffico di oggi sarà la fine della fase acuta dell'emergenza, che ha ovviamente richiesto l'impegno di tantissimi mezzi di vigili del fuoco, forze dell'ordine, protezione civile.
Nessun disagio, invece, per il collegamento con l'aeroporto di Fiumicino. Il trenino Leonardo, informa una nota ufficiale di Ferrovie dello Stato, viaggia regolarmente in partenza e in arrivo a Termini. Ridotta, invece, la frequenza dei treni del servizio metropolitano laziale. Fino a ieri sera i treni della tratta Roma-Orte-Fiumicino hanno avuto a Tiburtina una frequenza di due ore, ma il ritmo dovrebbe essere destinato a salire.
A tirare le somme, il conto dell'incendio alla stazione Tiburtina dovrebbe essere quasi interamente a carico dei viaggiatori abruzzesi che in questi giorni si muovono per vacanza, ma solanto in direzione nord. I treni che da termini viaggiano verso Napoli e le destinazioni del sud, infatti, non transitano da Tiburtina. Il consiglio esplicito di rinviare o annullare le partenze, o di optare per mezzi alternativi, dà la misura del caos di queste ore. Il punto interrogativo riguarda la durata dell'emergenza. L'unità di crisi lavora per un rapido ritorno alla normalità, che significa soprattutto assicurare la frequenza regolare dei treni in transito da Tiburtina. Il secondo obiettivo, una volta messa in sicurezza l'ala della stazione interessata dall'incendio, è rendere di nuovo agibile lo scalo. Serviranno giorni, ma nessuno per il momento, è in grado di calcolare quanti.