ROMA - Mentre a poche centinaia di metri la palazzina della vecchia stazione va a fuoco, basta percorrere la salita usata dagli operai del cantiere per ritrovarsi in uno scenario molto simile alla stazione Hauptbahnhof di Berlino. La facciata con una grande superficie di cristallo, montanti d'acciaio, lastre di metallo, scale mobili già pronte, l'affaccio sulla vecchia stazione da cui puoi vedere i vigili del fuoco che domano il rogo. Eccolo l'hub dell'Alta Velocità di Tiburtina, la nuova stazione di 50 mila metri quadrati, opera da 330 milioni di euro, la cui apertura era stata annunciata per giugno per slittare al 10 ottobre. Passeggiando all'interno vedi che manca davvero poco alla fine, ormai l'80-90 per cento dell'opera è pronta, per quella che sarà, secondo quanto spiega Rfi (Ferrovie) «lo snodo principale per l'alta velocità sulla direttrice nord-sud». Ancora: «Tiburtina è destinata a diventare nodo di scambio intermodale di livello internazionale, nazionale, regionale e metropolitano». Per questo, quando ieri mattina si è parlato dell'incendio che stava divampando a Tiburtina la domanda che in molti facevano era una: si fermerà il cantiere? Ci saranno danni alla nuova stazione? Luigi Cari, capo ufficio stampa dei vigili del fuoco: «Siamo riusciti a circoscrivere l'incendio».
«Kiss & ride», un bacio e prendi il treno. E' questa la formula spesa per nuova stazione Tiburtina, va a spiegare il modello. Ridisegnata la viabilità, chi deve prendere il treno non dovrà per forza passare dai parcheggi, ma farsi accompagnare alle porte d'entrata della stazione. Stesso discorso per i bus. Una galleria-ponte di 330 metri unisce inoltre due importanti quartieri di Roma divisi fra loro dai binari, da una parte la Nomentana e dall'altra Pietralata, con due atrii d'ingressi. Nel dettaglio i numeri della nuova stazione: venti binari, 48.655 metri quadrati di superfici (percorsi pedonali, i due atrii, collegamenti interni, servizi al viaggiatore, aree per mostre e conferenze, uffici e negozi). Si prevede che ogni giorno passeranno dalla nuova stazione di Tiburtina almeno 140.000 persone, vale a dire 51 milioni all'anno (più del doppio dell'attuale stazione). Effetto finale: Tiburtina diventerà il più importante nodo di scambio della Capitale, ovviamente con collegamento diretto anche alla linea B della metropolitana.
Un altro elemento trainante del cantiere della nuova stazione Tiburtina è la riqualificazione di un'area molto popolata del quadrante est e la rivoluzione del sistema viario, quella che in questi mesi ha causato modifiche e sacrifici sul fronte della viabilità per quanto riguarda le rampe di accesso alla tangenziale. Il progetto nel suo complesso è comprensivo, fra l'altro, di una nuova circonvallazione interna di collegamento fra Batteria Nomentana e l'autostrada A24. Già otto mesi fa c'era stata una prima inaugurazione, a cui partecipò il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che riguardava l'Atrio che si affaccia su Pietralata. Allora si parlò di completamento in sei mesi - vale a dire entro giugno - ma i tempi sono slittati, sia pure di poco. Da sapere: il progetto parte da lontano, da quando il sindaco era ancora Walter Veltroni, ma sull'importanza di questa opera nessuno ha dubbi e proprio per questo ieri, mentre le fiamme divampavano sulla palazzina della sala di controllo a ridosso della nuova stazione, Gianni Alemanno ha insistito: «Alle Ferrovie chiediamo rassicurazione che nonostante questo incendio non si ritardino ulteriormente i lavori in corso. E di ridurre al minimo i disagi sia in queste ore sia nel futuro. I romani non paghino le conseguenze di questo incidente. Il cantiere sta creando alla città grandi problemi da mesi».
Per fortuna, secondo il professor Paolo Desideri, l'architetto che ha progettato la nuova stazione, «il cantiere è salvo». Aggiunge: «Ad essere interessata dalle violentissime fiamme è stata la vecchia centrale di controllo dei treni inglobata in una muratura che, per così dire, la rifodera con una nuova facciata, un brise-soleil, una grande schermatura che serve a dare continuità all'edificio. Ovviamente è prematuro fare qualsiasi previsione, ma non dovrebbero esserci grandi ritardi».