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Pescara, 22/10/2020
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Data: 26/07/2011
Testata giornalistica: Clickmobility
Tpl e la crisi del settore - Asstra: «In pericolo posto di lavoro per 116mila autoferrotranvieri»

L'associazione datoriale commenta la situazione di crisi del settore che sta alla base della protesta e dello sciopero di giovedì e venerdì

"La protesta testimonia la preoccupazione dei lavoratori per la loro situazione lavorativa. Una situazione molto grave perché per gli oltre 116.000 autoferrotranvieri la vera posta in gioco non sono solo gli aumenti in busta paga, come sa bene il sindacato, ma il mantenimento stesso del posto di lavoro messo a rischio, o già perso in alcune situazioni, dai tagli ai servizi e quindi agli addetti che le nostre aziende sono costrette a fare per evitare il fallimento a seguito delle riduzioni alle risorse per i servizi di bus, tram e metropolitane, tagli alle risorse che in alcune regioni hanno raggiunto picchi del 30% e 41 % dei fondi in meno".

Così interviene Marcello Panettoni, presidente di ASSTRA - l'associazione nazionale delle imprese di trasporto pubblico locale che con ANAV rappresenta la parte datoriale nel negoziato per il contratto nazionale dei 116.500 autoferrotranvieri - commentando la situazione di crisi del settore che sta alla base della protesta e lo sciopero che ha riguardato anche i servizi ferroviari di Fs.

"Uno sciopero che ha determinato una situazione paradossale - aggiunge Panettoni - se si pensa che giovedì si è bloccato il servizio extra-urbano su gomma, senza soluzione di continuità venerdì si sono fermati in contemporanea bus, tram, metro, ferrovie concesse ed anche i servizi ferroviari Fs. Noi abbiamo ripetutamente segnalato alla Commissione di Garanzia l'anomalia di uno sciopero dei trasporti durato di fatto ben 48 ore. Una situazione abnorme che si verifica dopo oltre 20 anni di vigenza della legge 146 sulla regolamentazione del diritto di sciopero, una legge che aveva trovato il punto di equilibrio tra la salvaguardia del diritto dei cittadini ad accedere ai servizi essenziali e la salvaguardia del diritto di sciopero. Siamo tornati indietro e nessuno che abbia il coraggio di fare qualcosa o di spiegare per quali interessi in gioco i cittadini debbano soffrire certi disagi".

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