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Pescara, 14/04/2026
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Data: 26/07/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Treni, disagi previsti fino a giovedì. Incendio a Roma, ritardi e cancellazioni improvvise per i pendolari. Non previsti autobus sostitutivi I viaggiatori marsicani e peligni: «Convogli fermati in periferia» (I principali treni garantiti - guarda)

AVEZZANO. Proseguirà almeno fino a giovedì l'odissea di migliaia di pendolari della Marsica e della Valle Peligna che viaggiano in treno. Poi si vedrà. È quando sostengono le Ferrovie. L'incendio alla stazione Tiburtina a Roma sta avendo ripercussioni pesanti soprattutto in questa parte d'Abruzzo. Niente bus sostitutivi, un paio di convogli cancellati e ritardi notevoli. Con conseguenti proteste.
Un inizio di settimana travagliato ha accolto i pendolari della Valle Peligna e della Marsica che ogni mattina salgono sul treno per raggiungere gli uffici di Roma. L'incendio divampato alla stazione Tiburtina ha generato una serie di disagi a effetto domino rallentando i collegamenti e costringendo i pendolari a rimanere in attesa del treno per tornare a casa.
Ieri due treni in partenza da Avezzano sono stati soppressi - quello delle 4.05 e l'altro delle 4.57 - mentre i restanti hanno subito ritardi tra i 40 e gli 80 minuti.
La situazione, secondo il portavoce di Trenitalia in Abruzzo, Dario Recubini, «non migliorerà almeno per due o tre giorni. Poi si vedrà. Nel frattempo tutti i convogli sono stati dirottati alla stazione Termini».
I pendolari dovranno fare i conti con tanti disagi. «Siamo arrivati alla stazione di Tagliacozzo per prendere il treno delle 5,09» racconta Daniele Luciani, promotore della costituzione del Comitato dei pendolari, «dopo avere atteso una decina di minuti ci hanno comunicato che il convoglio era stato soppresso. Siamo stati costretti ad andare a Roma in auto perché anche gli altri treni avevano maturato ritardi eccessivi».
Non è andata meglio a Giancarlo Spalletta che è salito su un treno alle 5,34. «Dovevamo arrivare a Roma Termini alle 7.24», ha precisato il pendolare di Sante Marie, «invece il treno si è fermato alla stazione di Prenestina con un'ora di ritardo».
Uno dei maggiori problemi riscontrati dai pendolari che lavorano nella capitale è stato il blocco dei treni alle stazioni della periferia romana. Da qui è stato difficile raggiungere il centro della città. «Sono salito sul treno per Roma alle 8.30», ha raccontato Vincenzo Giovagnorio, pendolare e consigliere comunale di Tagliacozzo, «dovevamo arrivare a Termini alle 10. Invece siamo arrivati un'ora dopo e ci hanno invitato a scendere alla stazione di Prenestina. Qui siamo stati costretti a prendere un autobus».
Recubini, portavoce di Trenitalia in Abruzzo, ha precisato che nella programmazione «i treni abruzzesi sono stati dirottati tutti da Tiburtina a Termini, nella gestione però alcuni verranno soppressi perché si sommano i ritardi e di conseguenza si possono avere due treni allo stesso orario». Sarà impossibile sapere in anticipo quali tagli ci saranno. Eventuali variazioni, infatti, come spiegano da Trenitalia, verranno comunicate giorno per giorno. Anche il ritorno a casa è stato caratterizzato da disagi di ogni genere. Numerose le telefonate al Centro. «Dovevamo partire con il treno delle 12,57 per Avezzano», ha affermato Rita Tabacco, dipendente del ministero, «ma in realtà dopo un'ora ancora non si sapeva se il convoglio era in partenza». Regna la confusione. Come ha evidenziato Sonia Rossi: «I cartelloni della stazione Termini non segnalavano ritardi e nessuno sapeva darci informazioni».

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