A Orte i pendolari danno l'assalto ad un Frecciarossa. Alitalia potenzia i voli per il centro-nord
ROMA. Ritardi (da una a due ore), convogli soppressi (45 il bilancio nel pomeriggio di ieri), stazioni affollatissime, lunghe file ai box informazioni e alle biglietterie. «E' come se si fosse ostruita un'arteria del corpo umano». Così l'ex ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi ha definito il rogo della stazione Tiburtina che ha spaccato in due il Paese, "regalando" a turisti e pendolari un lunedì nero. Abbastanza per spingere le associazioni dei consumatori a pensare ad una class action e a sottoscrivere un esposto all'Antitrust, ma anche per scatenare un diluvio di polemiche sulla sicurezza di uno scalo destinato ad ospitare l'alta velocità.
«Chi sbaglia paga - ha tuonato il sindaco di Roma Gianni Alemanno sul suo blog - Mi chiedo com'è possibile che nel cantiere più importante d'Italia non ci siano stati o adeguati controlli o adeguate prevenzioni rispetto a possibili incidenti. Non ci possono non essere responsabili».
Se lo chiedono anche gli attivisti del Codici che denunciano: chiunque poteva avere accesso al cantiere, come confermano le foto scattate il 18 luglio da un associato, mentre i ferrovieri di "Ancora in marcia" rincarano la dose sostenendo che le misure antincendio «sono insufficienti». Le stesse Ferrovie hanno ammesso che il sistema non aveva dato preavvisi.
Nell'attesa che le indagini facciano chiarezza, il ministro dei Trasporti Matteoli ha annunciato l'avvio di una inchiesta, dicendosi pronto a riferire al Parlamento sull'incendio, le cui conseguenze potrebbero essere più lunghe e pesanti del previsto. Ne è convinto il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti: lavori subito, incalza, affinchè «entro la fine di agosto, alla vigilia della ripresa della scuola e della normale attività lavorativa, venga ripristinata una adeguata funzionalità della stazione».
Ma nonostante la task force - il potenziamento delle corse Anav, la quasi totale riapertura della metro B, l'incremento dei voli Alitalia, l'impegno di Fs che ha garantito il 75% dei treni senza deviazioni, l'apertura dei binari 4 e 5 - i disagi hanno fortemente penalizzato i viaggiatori nei giorni che precedono il primo week end da bollino nero. E' nell'imbuto di Orte che si è registrata la situazione più incandescente. Un centinaio di persone hanno invaso i binari costringendo un Frecciarossa a fermarsi, anche se le Ferrovie hanno poi chiarito che lo stop era già previsto. La tensione è salita alle stelle dopo l'annuncio di un treno speciale in partenza. In molti si sono lanciati sulle rotaie: una ressa che ha consentito a 400 di accaparrarsi un posto, mentre in oltre 300 hanno atteso fino a sera prima di tornare a casa.
Problemi si sono avuti anche nel resto d'Italia (in particolare per le corse internazionali) dove i treni - con carrozze sovraffollate e pendolari costretti a numerosi cambi - hanno accumulato fino ad oltre due ore di ritardo. Il record se lo è conquistato quello proveniente da Monaco di Baviera. A Bologna la maglia nera è andata ad un convoglio arrivato da Palermo 150 minuti dopo l'orario previsto.
Le ipotesi: furto di rame o malfunzionamento
ROMA. Incendio colposo: è questa l'ipotesi di reato per il rogo della stazione Tiburtina su cui sta indagando la Procura di Roma. Il pm Barbara Sargenti è in attesa di ricevere una prima informativa dai vigili del fuoco che hanno ultimato le procedure di raffreddamento. Si indaga a 360 gradi su «fulminazioni dirette di cavi elettrici per scariche atmosferiche; contatti diretti su apparecchiature e/o parti di impianto di segnalamento a bassa tensione per rottura e caduta linee elettriche ad alta tensione (3mila volts) che forniscono energia di trazione ai treni; manipolazioni e/o asportazioni di cavi o di collegamenti in rame o alluminio che provocano anomali funzionamenti degli impianti, anche in tempi differiti rispetto al momento del danneggiamento», spiegano dalla commissione d'inchiesta istituita da Rete ferroviaria italiana (Rfi). Tra le piste seguite, la più accreditata sembra quella del furto di rame: ieri i vigili urbani ne hanno sequestrato circa un quintale - tra cui diversi cavi elettrici - durante una perquisizione in un campo nomadi di via Salone. Sei le persone fermate. In serata fonti investigative hanno avanzato l'ipotesi del «malfunzionamento di un impianto». Fondamentale sarà ora accertare da quale punto si siano propagate le fiamme, partite dall'interno di un cavidotto, per poi avvolgere una vecchia palazzina che ospitava la centrale di controllo, posta sotto sequestro dalla magistratura. Al lavoro anche un esperto di ingegneria elettronica a cui il pm conferirà l'incarico per una consulenza tecnica.