PESCARA - L'Abruzzo comincia a fare i conti con il contraccolpo del rogo alla stazione Tiburtina. Dopo l'assaggio di domenica, con treni soppressi e deviati a Roma Termini, la ripresa del movimento pendolari ha trasformato la giornata del lunedì nel primo, vero stress test del piano di emergenza di Trenitalia, che ha attestato a Termini tutti i treni da e per l'Abruzzo. Come prevedibile non sono mancate le difficoltà. Fra chi partiva da Pescara non tutti erano a conoscenza che il capolinea della linea Fr2 Roma-Tivoli-Pescara era stato trasferito in conseguenza dell'incendio. Mentre i viaggiatori in arrivo hanno raccontato di non essere stati preparati all'eventualità di consistenti ritardi. Il treno 2372, ad esempio, il cui arrivo da Roma era previsto per le 11,51, si è fermato cigolando a Pescara centrale alle 12,41. Cinquanta minuti di ritardo, dunque, non pochi per un convoglio strategico per i pendolari, ma anche per il movimento regionale che tocca località come Celano, Carsoli e Sulmona.
«Ieri è stata una giornata nera per i viaggiatori e fino all'ultimo sono stato indeciso se cambiare o meno il mio biglietto con uno dell'autobus - ha spiegato Franco Di Bene, sulmonese, nella nostra città per un appuntamento di lavoro -. So che questo treno arriva da Roma e temevo potessero sopprimerlo, ma alla fine mi sono convinto e non ho sbagliato». «Oggi nostro figlio sostiene l'ultimo esame prima della tesi e avremmo tanto voluto assistere - hanno raccontato, invece, i signori Taccone di Celano, mentre sul binario 7 scrutavano il tabellone luminoso in cerca di risposte -. Siamo partiti con quasi un'ora di ritardo, non ce la faremo ad arrivare all'università in tempo e non capiamo perché alla stazione del nostro paese non ci abbiano avvisati». Elisa e Samuela, due turiste romane, hanno infine aggiunto: «Sapevamo che avremmo potuto incontrare delle difficoltà, quindi ci siamo dirette di buonora a Termini e, fortunatamente, tutto è andato liscio: 50 minuti di ritardo non sono poi molti alla luce dell'accaduto».
Diversa la situazioni di chi, da Pescara, si è messo in movimento per raggiungere Roma. A regnare sui volti dei viaggiatori del 2373, in partenza alle 9,21 sono sconcerto e confusione. Il display della stazione, per cominciare indica ancora la vecchia destinazione di Tiburtina. «Ieri sono stata tutto il giorno fuori casa e per un pelo ho sentito la notizia, altrimenti non avrei davvero saputo che fare, dato che nessuno mi ha avvistata qui in stazione - ha raccontato Ornella Napoletano, pendolare, di ritorno nella capitale per trascorrere le ferie -. La cosa spiacevole è che per saperne di più mi sono recata al servizio clienti e nessuno mi ha saputo dire nulla». A fugare i dubbi della signora Ornella, neanche la voce meccanica all'altoparlante, che a intervalli regolari annuncia genericamente che i treni da e per Roma sono a rischio ritardo «a causa di problemi tecnici nella stazione Tiburtina». Informazione reticente e, fra l'altro, comunicata solo in italiano. «Per fortuna conosco un po' la vostra lingua e ho capito cosa era accaduto - spiega Alyson, turista canadese -. Considerate che il mio aereo parte da Fiumicino nel pomeriggio e mi ero già fatta spiegare come muovermi a Tiburtina. Ora non so come farò a cavarmela». Carla Zezza, invece, proprio per evitare inconvenienti in previsione del viaggio in programma la prossima settimana, è andata in stazione per ottenere informazioni: «Non voglio lasciare niente al caso, dovrò andare anch'io a Fiumicino e, se le cose non torneranno alla normalità, devo essere pronta ad ogni evenienza».
Difficile che il traffico ferroviario possa tornare alla normalità entro sette giorni, ma dalle Ferrovie dello Stato assicurano che i 10 treni andata e ritorno Roma-Pescara e i 30 Roma-Avezzano non saranno soppressi. Tendenzialmente, il loro capolinea dovrebbe restare a Termini e, sebbene non siano esclusi i ritardi, i collegamenti sono assicurati. Il numero verde per le informazioni è 892021.