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Pescara, 14/04/2026
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Data: 26/07/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
I pendolari della Marsica «E' stato fatto il possibile?». Sulla Roccasecca la nuova vita delle stazioncine

AVEZZANO - L'incendio che ha interessato la stazione ferroviaria di Roma Tiburtina, ha avuto ripercussioni su tutta la rete ferrata e, naturalmente, anche sulla Roma - Pescara, che ha tutti i treni, eccetto uno, attestati proprio in quella stazione. A tal proposito, abbiamo sentito alcuni pendolari per capire cosa accade su questa linea che interessa l'Abruzzo e, soprattutto, se si verifichino disagi per i viaggiatori. Ecco come ha esordito Daniele Luciani: «Stazione di Roma Tiburtina in fiamme, caos o meglio tragedia totale». La circolazione ferroviaria, ha precisato il pendolare, «è in ginocchio; ritardi allucinanti, treni soppressi o dirottati su altre linee; questa mattina (ieri per chi legge ndr), sono andato in stazione a Tagliacozzo per prendere il solito treno delle 5,09, ma è stato soppresso, così quello delle 5,49 e sono dovuto andare a Roma in macchina, per poter arrivare al lavoro in orario».
Sulle responsabilità dell'accaduto? «In questi casi, chiarisce il pendolare, non si può inveire conro le Ferrovie; ci rendiamo conto che, anche approntare un servizio sostitutivo è molto difficile per non dire impossibile, in quanto il disagio è generale e, tra l'altro, capita proprio in concomitanza con le ferie estive, periodo in cui la gente si muove di più». Una domanda però, afferma Luciani, ce la poniamo: «Le ferrovie hanno fatto il possibile? Forse è stato carente il flusso delle informazioni». Concetto ribadito da Rita Tabacco, pendolare da oltre trent'anni da Tagliacozzo, che ci ha chiamati da Roma termini alle 13,30 riferendo: «Questa mattina sono venuta a Roma in autobus da Magliano; ora sono qui e non si sa se i treni per Avezzano partiranno; dovrò tornare con l'autobus pagando ancora il biglietto». Ancora Luciani: «Capisco la preghiera di non mettersi in viaggio in questi casi, ma chi deve andare al lavoro, cosa fa? Sta a casa? E se viene licenziato?». Quindi i problemi si accavallano. Ma Luciani, si spinge anche oltre e si chiede: «Come mai è successa una cosa del genere? possibile che a quell'ora non ci fosse un servizio di sorveglianza adeguato capace di dare subito l'allarme, anziché attendere che le fiamme avessero già attaccato tutto quello che c'era di infiammabile?». Questa emergenza però, conclude Luciani, «ci ha fatto capire che i nostri treni da e per l'Abruzzo, possono essere attestati a Roma Termini, come accadeva prima della costruzione dell'alta velocità». Una annotazione. Sin dai prossimi giorni, i treni della Fr 2 Tivoli - Roma, ma solo quelli poco frequentati, anziché intasare Termini, potrebbero terminare la corsa alla fermata Togliatti e, con un servizio bus sostitutivo, i viaggiatori verrebbero trasferiti verso la Metro B (Ponte Mammolo) e verso la Metro A (Subaugusta). Se ciò accadesse per i treni abruzzesi, potrebbero aumentare i disagi per i pendolari.

Sulla Roccasecca la nuova vita delle stazioncine

AVEZZANO - Abbandonate alla mercé di tutti, un vero patrimonio alla deriva. Sono le vecchie care stazioni della tratta ferroviaria Avezzano - Roccasecca, un tempo vanto dei paesi e ora nel più totale degrado dopo la loro chiusura. Qualche Comune ha fatto richiesta alle Ferrovie per l'affidamento in comodato d'uso degli stabili in alcuni dei quali sono state collocate associazioni no profit. A Civitella Roveto ad esempio parte della stazione è diventata sede dei volontari della Pubblica assistenza che curano pure uno spazio verde prospiciente dove hanno posizionato anche la statua di una Madonnina. Ma la maggior parte delle stazioni sono nel totale decadimento. «Piange il cuore vederle ridotte così», mormora un anziano di Civita d'Antino, che delle stazioni ha un bel ricordo, a dir poco romantico. «Ai miei tempi - dice - erano curatissime, gli spazi verdi erano sistemati dai ferrovieri e dai capistazione nei più piccoli dettagli, tant'è che le Ferrovie allora bandivano persino concorsi per eleggere la più bella stazione della Valle Roveto, proprio come veri concorsi di bellezza. Nasceva così una sorta di competizione tra i ferrovieri per rendere la propria stazione più bella e curata di tutte».

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