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Pescara, 14/04/2026
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Data: 27/07/2011
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Per la Snav un arrivederci che sa d'addio. L'ad Aiello: «Cose del genere neppure in Africa. Il Comune? Mai visto né sentito nessuno»

Atto d'accusa della società di navigazione che detta le condizioni per un (improbabile) ritorno del Pescara Jet

La Snav detta le condizioni per tornare a Pescara l'anno prossimo. Non basteranno più le promesse o i risultati delle analisi Arta, stavolta servirà molto di più, come ha confermato l'amministratore delegato Raffaele Aiello. «Entro ottobre vogliamo la garanzia che, una volta concluso il dragaggio, vi sia la massima sicurezza per la navigabilità del fiume, altrimenti resteremo a Ortona anche nel 2012». Nel frattempo che l'ufficio legale valuti i danni subìti per il forzato trasferimento a Ortona e per i disagi ai passeggeri, la Snav ha registrato un secco calo nelle prenotazioni, come ha rivelato Stefania Vago: «Stiamo preparando un servizio di bus per il trasferimento da Pescara a Ortona, inoltre dobbiamo allestire una biglietteria e servizi più confortevoli per i clienti». Fra le garanzie che la Snav chiederà potrebbe esserci anche una penale da inserire nell'accordo per il 2012, tanto da cautelarsi nel caso in cui il porto fosse di nuovo indisponibile per il Pescara Jet. Ironia della sorte: il traghetto appena perduto è l'unico della flotta Snav che porta il nome di una città. Dopo aver ricordato che «abbiamo deciso di confermare il programma a Pescara perché i rilievi batimetrici dell'Arta del 28 giugno dicevano che c'era il giusto pescaggio alla banchina di riva», Aiello con toni pacati non ha risparmiato siluri al Comune: «Non si è mai visto né sentito nessuno, non ho sentito passione e direi nemmeno interesse». Una bocciatura senza appello da parte dell'amministratore delegato, il quale ha rivelato: «Stiamo valutando se chiedere o no i danni all'Amministrazione comunale», poi ha sottolineato l'aspetto amaro e grottesco della situazione: «Cose del genere non accadono neanche nei porti del Nord Africa. Noi a Pescara tenevamo tanto anche perché è uno scalo comodissimo: in cinque minuti si arriva a destinazione dall'asse attrezzato, mentre altrove, penso a Civitavecchia, Livorno e Napoli, ci vuole molto più tempo. Fa male vedere il lavoro di questi anni e le potenzialità di Pescara sciupati in questo modo»

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