ROMA. Sta tornando lentamente alla normalità la situazione del trasporto ferroviario dopo il rogo che ha interessato la stazione Tiburtina di Roma. Ma anche quella di ieri è stata per i viaggiatori una giornata costellata da disagi. In via Salaria i pendolari hanno duramente protestato e, dopo due ore in attesa che il treno ripartisse, hanno deciso di scendere dal convoglio, occupando le rotaie. Dopo il caso di lunedì ad Orte, nuova odissea dunque per chi, dall'Umbria e dalla Toscana era diretto a Termini. In provincia di Viterbo, invece, la situazione è stata meno incandescente: non sono state soppresse corse ed i ritardi sono stati contenuti nell'arco di trenta minuti. Non si sono visti, com'era accaduto lunedì, gruppi di oltre 600 persone in attesa, anche perchè molti pendolari hanno deciso di recarsi al lavoro con i pullman o con mezzi privati. Ad avviso della Polfer saranno necessari ancora alcuni giorni per tornare alla situazione antecedente al rogo. «Ma i disagi - spiegano - dovrebbero continuare a diminuire progressivamente». Intanto ieri lo scalo interessato dall'incendio è stato riaperto al traffico viaggiatori limitatamente ai treni della Fr1 Orte-Fara Sabina-Roma-Fiumicino aeroporto. I treni della Fr1, secondo quanto risulta all'Agenzia per la Mobilità di Roma, hanno viaggiato comunque in ritardo, con la frequenza di due corse ogni ora. Le polemiche non si spengono, e accanto ai consumatori orientati per una class action, a chiedere il conto c'è anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno: «Dovremo avere un risarcimento per quanto stiamo facendo per affrontare questo problema». Intanto continuano le indagini della Procura per fare luce sull'accaduto. Si attendono i risultati di una perizia affidata a un esperto in ingegneria elettronica, mentre ieri gli agenti della Polfer e gli esperti del Nucleo investigativo antincendio, sono tornati nella palazzina bruciata per un ulteriore sopralluogo.