L'AQUILA - Non c'è tempo da perdere, pochissimi soldi in cassa e quindi è il momento di stringere la cinghia e anche molto stretta: è una manovra lacrime e sangue quella che Gianni Chiodi ieri in giunta regionale annuncia ai suoi assessori. Sarà presentata il 2 agosto nell'ultimo consiglio regionale prima delle vacanze, con 18 milioni di euro che saranno trasferiti dall'Ambiente ai Trasporti per fare fronte alle prime spese obbligatorie. Ma la mannaia colpirà tutti gli assessorati indistintamente ed è un appello al sacrificio quello che fa il governatore alla sua squadra: non c'è più niente da scialare. Ma non solo di tagli parlano Chiodi e Carlo Masci, anche di metodo: l'assessore al Bilancio annuncia controlli e verifiche sulla congruità delle spese di ogni singolo assessore. Il settore della Protezione civile è l'unico che nonostante qualche assestamento, verrà risparmiato. Ripristinati, invece, 10 milioni di economie vincolati ai piani di edilizia residenziale dei Comuni.
Poco prima il consiglio regionale si era chiuso con il sì alla cancellazione dell'Arssa. Con un fronte che non si è dimostrato per niente disposto ad abbassare la testa, neppure di fronte ai tanto sbandierati tagli. E' il fronte marsicano, Daniela Stati per prima che parte lancia in resta contro la soppressione dell'agenzia. Prende la parola l'ex assessore ai Rifiuti ora passata con Fini nella tarda mattinata di un consiglio distratto e frettoloso, dice che «la Marsica è diventata terra di conquista», attacca i coordinatori Pdl Filippo Piccone e Fabrizio Di Stefano, «questa è una legge scritta da loro non certo dall'assessore». E poi, rivolgendosi al consigliere pidiellino Luca Ricciuti: «Se ci fosse stato tuo padre quasta legge non l'avrebbe lasciata approvare». Voterà no, è contraria la Stati che poi imbocca la porta e se ne va. Disobbediscono al partito Giovanni D'Amico e Giuseppe Di Pangrazio e da marsicani e a titolo personale, anche loro, votano no mentre il resto del Pd si astiene. Una posizione incerta quella dei democrat: «Siamo favorevoli alla soppressione dell'Arssa - spiega il capogruppo Camillo D'Alessandro - ma consideriamo questa legge una riforma-spot, una legge elettorale senza sostanza». Passa però un emendamento bipartisan voluto dal Pd che impegna la giunta a organizzare entro 4 mesi due servizi dedicati alla ricerca in campo rurale per lo sviluppo della green economy. Ma non serve neppure stabilire che i servizi dell'agenzia resteranno nella città di Avezzano, non serve a ricompattare il fronte marsicano che voterà no. Il taglio dell'Arssa passa coi voti del Pdl e di Rifondazione e l'astensione del Pd, dell'Udc e di Idv.. Rinviata alla prossima seduta la riforma dell'Aptr. In apertura il consiglio aveva approvato le norme per la riduzione del rischio sismico che prevede il ritorno al regime delle autorizzazioni preventive per gli edifici da realizzare nelle zone classificate al alto rischio sismico.